Se l'adulto rimpiange l'infanzia, è perché non la ricorda o perché la ricorda male.- Joan Fuster
Se l'adulto rimpiange l'infanzia, è perché non la ricorda o perché la ricorda male.
È utile avere un'ossessione: ci distrae.
Saper dimenticare è indubbiamente un chiaro sintomo di salute fisica e mentale.
Una persona che ci ama è un pericolo costante.
A volte cerchiamo il successo, un qualsiasi successo, anche insensato, perché non siamo riusciti ad essere felici.
L'uomo, da quando esiste, non ha fatto altro che correggere il mondo, cioè tutto ciò che Dio aveva creato e secondo il Genesi considerava buono.
Nessuno è diventato attore perché ha avuto un'infanzia felice.
Nell'arco della vita puoi incontrare un sacco di persone e di qualcuna diventare veramente amico. Ma chi ha passato con te il periodo dell'adolescenza conserva un posto speciale. Forse più ancora dei compagni dell'infanzia.
Segno certo d'amore è desiderare di conoscere, rivivere l'infanzia dell'altro.
Non esistono forse giorni della nostra infanzia che abbiamo vissuto intensamente quanto quelli che crediamo di aver perduto senza viverli, i giorni trascorsi in compagnia di un libro molto caro.
C'è un momento della mia infanzia che spesso mi ritorna in mente. Sto giocando con delle compagne di scuola sul balcone e sento mio padre che parla con la mamma: "È ora che Franca incominci a recitare, ormai è grande". Avevo tre anni.
Ripensando alla mia infanzia, mi chiedo come sono riuscito a sopravvivere. Naturalmente è stata un'infanzia infelice, sennò non ci sarebbe gusto.
Me lo diede papà, per i miei cinque anni. Disse: "L'infanzia finisce quando scopri che un giorno morirai".
L'infanzia è il luogo più protetto.
L'uomo ha fama d'infante davanti al dio come il fanciullo davanti all'uomo.
Chiunque sia sopravvissuto alla propria infanzia, possiede informazioni sulla vita per il resto dei propri giorni.