All'uomo è stata data la parola non perché manifesti i suoi pensieri o li nasconda, ma perché li giustifichi.- Joan Fuster
All'uomo è stata data la parola non perché manifesti i suoi pensieri o li nasconda, ma perché li giustifichi.
A ben pensare, ciò che in realtà ci infastidisce non è che gli altri ci contraddicano, ma che ci dimostrino che siamo noi a contraddirci.
Gli aforismi, sia i miei che quelli di ogni altro, sono sempre falsi, intrinsecamente falsi. Anche questo.
I soli veri piaceri sono quelli inaspettati.
L'innocente non sa di esserlo. Per questo è tale.
Con l'entusiasmo non si costruisce una casa, né si scrive un libro, né si ara un campo, né si gioca al football. Al massimo si può cantare più o meno malamente.
La libertà di pensiero è la capacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro.
I nostri pensieri danno forma a ciò che noi supponiamo sia la realtà.
La gente che trova le parole già pronte non sa che avrà i pensieri già fatti.
I pensieri sono le ombre delle nostre sensazioni: sempre più oscuri, più vani, più semplici di queste.
Il pensiero fa la grandezza dell'uomo.
Anche per il pensiero c'è un tempo per arare e un tempo per mietere.
Un uomo che non ha pensieri individuali è un uomo che non pensa.
I pensieri messi su carta, in fondo, non sono altro che la traccia sulla sabbia di un viandante: è vero, si vede la via che egli ha seguito, ma per sapere che cosa abbia visto sul suo cammino bisogna adoperare i propri occhi.
Le erezioni del pensiero sono come quelle del corpo: non seguono la nostra volontà!
Quando il nostro pensiero intuisce qualche verità nuovissima, ci sembra sempre che siamo ritornati in noi stessi sulle rive del nostro antico essere, che si sollevi il velario dell'oblio.