La gente che ha nostalgia della propria infanzia non ha mai vissuto un'infanzia.- Bill Watterson
La gente che ha nostalgia della propria infanzia non ha mai vissuto un'infanzia.
Se vuoi peggiorare una giornata, passala desiderando l'impossibile.
La realtà continua a rovinare la mia vita.
Un po' di maleducazione e mancanza di rispetto sono in grado di elevare un'interazione senza senso ad un braccio di ferro e di aggiungere della drammaticità ad una giornata altrimenti noiosa.
Se fai il lavoro male, dopo magari non te lo fanno fare più.
L'infanzia è una stagione fatata. La sola di tutta una vita che non finisce mai e t'accompagna sino all'ultimo respiro.
Non è mai troppo tardi per farsi un'infanzia felice.
Gli scrittori nascono con un'eccezionale capacità di osservazione: sin dall'infanzia guardano le persone, le cose, la vita, se stessi in modo incessante e piano piano cominciano a interpretare certi tratti, certe scene che non sono ovvie, che non sono in superficie.
Me lo diede papà, per i miei cinque anni. Disse: "L'infanzia finisce quando scopri che un giorno morirai".
È vecchio ciò che si è dimenticato. E quello che non si può dimenticare, è accaduto appena ieri. L'unità di misura non è il tempo, ma il valore. E la cosa che ha in assoluto più valore, divertente o triste che sia, è l'infanzia.
Ringraziamo Iddio, noi attori, che abbiamo il privilegio di poter continuare i nostri giochi d'infanzia fino alla morte, che nel teatro si replica tutte le sere.
La nostra conoscenza, se paragonata alla realtà, è primitiva e infantile. Eppure è il bene più grande di cui disponiamo.
L'infanzia e la vecchiaia non solo si ricongiungono ma sono i due stati più profondi che è dato di vivere.
L'infanzia è una anticipata e lunga agonia. Un lungo anelito. Un'aspirazione che sembra senza fine. Una attesa che non mostra di dover avere mai termine. L'infanzia è la disperata lotta per uscire dall'infanzia.