Un io feroce: ecco l'invidioso.- Victor Hugo
Un io feroce: ecco l'invidioso.
Non vi è nulla come i sogni per creare il futuro. Utopia oggi, carne ed ossa domani.
C'è una certa solidarietà e un'infamia condivisa tra il governo che fa il male e il popolo che lo lascia fare. Soffrire è una cosa venerabile, subire è una cosa disprezzabile.
Adolescenza: la più delicata delle transizioni.
L'inverno è nella mia testa, ma una eterna primavera è nel mio cuore.
Padre e figlio, madre e bambino, fratello e sorella sono uniti dal cuore; gli innamorati sono uniti dall'anima.
Non c'è nessuno che meriti la tua invidia.
Tra invidia e superbia c'è una sottile parentela dovuta al fatto che il superbo, se da un lato tende a superare gli altri, quando a sua volta viene superato non si rassegna, e l'effetto di questa non rassegnazione è l'invidia.
L'invidia è quel sentimento che nasce nell'istante in cui ci si assume la consapevolezza di essere dei falliti.
Invidioso non è tanto chi soffre che altri abbia qualcosa che lui non ha, quanto chi soffre che altri abbia ciò che lui ha.
Come la ruggine consuma il ferro, così la invidia consuma gli invidiosi.
Un successo letterario clamoroso riesce a spegnere l'invidia, non ad accendere la stima.
Guardatevi da coloro che si indignano con facilità dal momento che l'indignazione è separata dalla indegnità solo attraverso il velo sottile dell'invidia.
Pochissime persone parlano chiaramente e volentieri dell'invidia che provano: parlarne apertamente inibisce perché è come mettersi a nudo, svelare la parte più meschina e vulnerabile di sé.
L'invidia è una terribile fonte di infelicità per moltissima gente.
L'invidia è un sentimento che divora chi lo nutre.