L'invidia è un cieco che vuole strapparti gli occhi.- Carlos Ruiz Zafón
L'invidia è un cieco che vuole strapparti gli occhi.
Non si pensa nemmeno che si invecchierà, né che il tempo passi, né che, dal giorno in cui nasciamo, camminiamo verso un'unica fine.
Il tempo non ci rende più saggi, solo più vigliacchi.
Passata la prima gioventù, ci si rende conto della fragilità della propria esistenza.
È facile giudicare gli altri, ma ci rendiamo conto di quanto sia meschino il nostro disprezzo solo quando li abbiamo persi, quando ce li portano via.
Davanti a un feretro ci ricordiamo solo le cose buone e vediamo solo ciò che ci garba.
Ogni volta che penso alla crocifissione di Cristo pecco d'invidia.
In termini psicologici potremmo dire che l'invidia è un tentativo un po' maldestro di recuperare la fiducia e la stima in sé stessi, impedendo la caduta del proprio valore attraverso la svalutazione dell'altro.
Ho tanti difetti, ma l'invidia non mi appartiene. Ho sempre cercato di imparare dal successo degli altri.
Il successo degli invidiosi è l'insuccesso degli altri.
Coloro i quali hanno meno fiducia in se stessi, sono i più invidiosi.
L'invidia soffre per la buona fortuna del prossimo, e non potendo godere, per insufficienza propria, dei propri successi, gode malignamente degli insuccessi altrui.
Ogni persona ha ciò che non vuole, e ciò che vorrebbe l'hanno gli altri.
Dall'invidia all'ammirazione c'è un passo: l'onestà.
L'invidia e le teste vuote vanno sempre insieme.
L'invidia è il più stupido dei vizi, perché non esiste un solo vantaggio che si guadagni da esso.