Coloro i quali hanno meno fiducia in se stessi, sono i più invidiosi.- William Hazlitt
Coloro i quali hanno meno fiducia in se stessi, sono i più invidiosi.
È meglio non saper né leggere né scrivere che saper leggere e scrivere, e non esser capaci d'altro.
Shakespeare non aveva dovuto svolgere a scuola dei temi in favore della virtù e contro il vizio. Dobbiamo a questa circostanza il tono sano e non affettato del suo teatro.
Il dotto non è che uno schiavo letterario. Se lo mettete a scrivere una composizione propria, gli gira la testa, e non sa più dov'è.
Il pregiudizio è figlio dell'ignoranza.
È solo l'ignoranza a creare mostri o spauracchi: i nostri reali conoscenti sono tutti persone molto comuni.
Nessuno è gran che da invidiare, innumerevoli sono da compiangere molto.
Non c'è nessuno che meriti la tua invidia.
Benedetto colui che ha imparato ad ammirare, ma non invidiare, a seguire ma non imitare, a lodare ma non lusingare, a condurre ma non manipolare.
L'emulazione è la passione delle anime nobili; l'invidia il supplizio di quelle vili.
L'invidioso è destinato a non godere mai.
Una modalità di difesa frequente è quella di stimolare l'invidia negli altri con il proprio successo, con la ricchezza e la fortuna, rovesciando così la situazione di chi sperimenta l'invidia.
Un successo letterario clamoroso riesce a spegnere l'invidia, non ad accendere la stima.
Gli uomini non conoscono la propria felicità, ma quella degli altri non gli sfugge mai.
Possiamo descrivere il nostro odio, la nostra gelosia, le nostre paure, le nostre vergogne. Ma non la nostra invidia.
Il primo peccato del diavolo è stata l'invidia, scaturita dal fatto di sapere che il Verbo si sarebbe incarnato.