Che cosa è l'uomo che invidia l'altro uomo, se non una miseria che invidia un'altra miseria?- Arturo Graf
Che cosa è l'uomo che invidia l'altro uomo, se non una miseria che invidia un'altra miseria?
La rosa ha le sue spine, e per questo è la rosa il fiore dell'amore.
Quegli che nella così detta prosa della vita sa scoprir più poesia, quegli è più poeta.
Chi ha un vero amico può dire di avere due anime.
Tra rivoluzionari e conservatori non c'è, molto spesso, se non quest'unica differenza, che gli uni sono canaglia turbolenta, e gli altri canaglia pacifica.
Quando siansi troppo conosciuti i padroni, si comincia a fare qualche stima dei servitori.
L'invidia è odio, è la base, se non lo zoccolo duro di tutte le psicopatologie. Perché se ti invidio, inevitabilmente voglio il tuo male, e se voglio il tuo male, inevitabilmente voglio il "mio" male.
L'invidia è un sentimento che divora chi lo nutre.
Ogni volta che penso alla crocifissione di Cristo pecco d'invidia.
Un io feroce: ecco l'invidioso.
Ho sempre vinto l'invidia, la vigliaccheria e la malvagità coprendole di maestosa invisibilità e di appariscente indifferenza.
L'invidia di ieri non è già finita: stasera vi invidio la vita.
L'invidia o il puntìglio, cortesi amici, può far de' volumi contro l'opere grandi, ma non mai opprimerle sotto il lor peso.
Non augurate mai ad un invidioso di avere figli: sarebbe geloso di loro perché non può più avere la loro età.
L'invidioso piange più del bene altrui che del proprio male.
L'invidia sempre vile e bassa, avversa alla giustizia e alla benevolenza è quella che sbandisce dall'animo ogni pace e tranquillità nel suo livore, che è capace del tradimento e della calunnia per opprimere ed abbassare il merito, che si espone giustamente all'odio ed all'esecrazione di tutti.