Che cosa è l'uomo che invidia l'altro uomo, se non una miseria che invidia un'altra miseria?- Arturo Graf
Che cosa è l'uomo che invidia l'altro uomo, se non una miseria che invidia un'altra miseria?
Chi cammina dietro agli altri non deve pretendere di arrivare dove quelli non arrivarono.
Il sapere e la ragione parlano, l'ignoranza e il torto urlano.
Non meno del corpo, lo spirito ha bisogno d'essere nutrito; ed è più difficile nutrire lo spirito che il corpo.
Il frutto che più lento matura è l'anima dell'uomo.
Non v'è lettura più stucchevole e più nociva che la lunga e continuata lettura della prosa della vita. Perciò, se volete durare a vivere, dopo aver letto un volume di quella prosa, procurate di leggere una pagina almeno di poesia.
Credo che l'invidia sia il mio peccato...
L'invidia non è altro che un odio per la superiorità altrui.
L'invidia è così magra e pallida perché morde e non mangia.
Un io feroce: ecco l'invidioso.
L'invidia è una buona stoffa per confezionare una spia.
L'invidia è quel sentimento che nasce nell'istante in cui ci si assume la consapevolezza di essere dei falliti.
Non sopravvalutare quello che hai ricevuto e non invidiare il prossimo: colui che invidia il prossimo non conseguirà la pace della mente.
Coloro i quali hanno meno fiducia in se stessi, sono i più invidiosi.
Non c'è che una stagione: l'estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L'autunno la ricorda, l'inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla.
E di innumerevoli afflizioni è generoso il mondo, ma i morsi dell'invidia sono tra le ferite più sanguinose, profonde, difficili, da rimarginare e complessivamente degne di pietà.