Che cosa è l'uomo che invidia l'altro uomo, se non una miseria che invidia un'altra miseria?- Arturo Graf
Che cosa è l'uomo che invidia l'altro uomo, se non una miseria che invidia un'altra miseria?
A chi si lagnava delle spine, disse la rosa: Io ti pungo, sì, ma ti beo.
Non v'è povertà così disperata che tolga all'uomo ogni possibilità di mostrarsi generoso.
Tra la gloria e la celebrità passa la stessa differenza che tra una dea e una pettegola.
Nulla è che tanto impedisca la felicità quanto un desiderio smodato e un soverchio studio di procacciarla.
Non cedete mai al primo impulso dell'ira: cedete sempre al primo impulso dell'amore.
L'invidia è quel sentimento che nasce nell'istante in cui ci si assume la consapevolezza di essere dei falliti.
Il potere piace proprio perché suscita invidia.
Tre sono le cose che dovremmo sempre evitare: l'odio, l'invidia ed il disprezzo.
Quanto più in alto sali, tanto più piccolo ti vede l'occhio dell'invidia.
L'invidia si annida in fondo al cuore umano come una vipera nella sua tana.
Spesso si fa pompa delle passioni più delittuose; ma l'invidia è una passione timida e vergognosa che non si osa confessare.
L'invidia è una forma di vizio, in parte morale e in parte intellettuale, che consiste nel non vedere mai le cose in se stesse, ma soltanto in rapporto ad altre.
L'invidia o il puntìglio, cortesi amici, può far de' volumi contro l'opere grandi, ma non mai opprimerle sotto il lor peso.
Non è felice l'uomo che nessuno invidia.
Una modalità di difesa frequente è quella di stimolare l'invidia negli altri con il proprio successo, con la ricchezza e la fortuna, rovesciando così la situazione di chi sperimenta l'invidia.