Il potere piace proprio perché suscita invidia.- Luciano De Crescenzo
Il potere piace proprio perché suscita invidia.
Nelle persone, così come nei luoghi, c'è spazio per la ragione e per la passione.
L'umanità si divide in quelli che si fanno la doccia e in quelli che si fanno il bagno.
I vecchi che posseggono il senso dell'umorismo hanno diritto al trenta percento di sconto sull'età.
Noi tutti prendiamo più sul serio ciò che costa che non quello che è gratuito.
Per gli alpinisti la felicità non sta tanto nella vetta quanto nella scalata. Altrimenti prenderebbero l'elicottero.
Un io feroce: ecco l'invidioso.
In termini psicologici potremmo dire che l'invidia è un tentativo un po' maldestro di recuperare la fiducia e la stima in sé stessi, impedendo la caduta del proprio valore attraverso la svalutazione dell'altro.
Benedetto colui che ha imparato ad ammirare, ma non invidiare, a seguire ma non imitare, a lodare ma non lusingare, a condurre ma non manipolare.
Essere felici vuol dire essere invidiati. Ora c'è sempre qualcuno che ci invidia. Si tratta di scoprirlo.
È nel carattere di pochi uomini onorare senza invidia un amico che ha fatto fortuna.
L'uomo invidioso pensa che se il suo vicino si rompe una gamba, egli sarà in grado di camminare meglio.
L'emulazione genera positività, l'invidia negatività.
Gli uomini invidiosi dal fiuto più sottile cercano di non conoscere con maggior precisione il loro rivale per potersi sentire superiori a lui.
L'invidia è un sentimento che divora chi lo nutre.
L'invidia, il sentimento più fortificante e più puro.