Il potere piace proprio perché suscita invidia.- Luciano De Crescenzo
Il potere piace proprio perché suscita invidia.
Tra tutte le moderne invenzioni (la televisione, l'automobile, il telefono, internet e via dicendo) la migliore è l'anestesia.
La parola esagerazione non esiste nel vocabolario dell'amore.
Il potere non sazia, anzi è come la droga e richiede sempre dosi maggiori.
Ex è una bella parola! Essere un ex è già qualcosa. Ex combattente, ex amante, ex violinista, ex sciupafemmine. In pratica tutti gli ex, a eccezione dell'ex vivente.
Oggi la parola «casino» è sinonimo di «chiasso», eppure, credetemi, non esiste al mondo luogo più silenzioso di un casino durante le prime ore del mattino: le ragazze dormono, il telefono non squilla, i clienti non possono entrare e tutto è silenzio.
Come una falena rode un indumento, così fa l'invidia consuma una persona.
L'invidia di ieri non è già finita: stasera vi invidio la vita.
Il vasaio ce l'ha con il vasaio e l'artigiano con l'artigiano, il mendico invidia il mendico e il poeta il poeta.
Non è felice l'uomo che nessuno invidia.
L'invidia è l'arte di contare i colpi di fortuna degli altri anziché i propri.
Invidia, radice d'infiniti mali e tarlo delle virtù! Tutti i vizi seco si traggono.
L'invidia è una pandemia.
L'invidia è come una palla di gomma che più la spingi sotto e più torna a galla.
Tra invidia e superbia c'è una sottile parentela dovuta al fatto che il superbo, se da un lato tende a superare gli altri, quando a sua volta viene superato non si rassegna, e l'effetto di questa non rassegnazione è l'invidia.
Se c'era invidia tra noi modelle non mi riguardava. Ero l'unica coi capelli rossi: avevo un mercato mio.