L'invidia è un sentimento che divora chi lo nutre.- Alessandro Morandotti
L'invidia è un sentimento che divora chi lo nutre.
L'uomo felice non abbisogna di fede.
Pare che il padreterno per compensare l'uomo dalle enormi deficienze fisiche nei confronti degli animali, lo abbia dotato della ragione. Omettendo però di fornirlo della combinazione per servirsene.
Ottimisti e pessimisti si nasce, scettici si diventa.
Il terrore della morte è dovuto all'incertezza di ciò che ci attende. La risposta è semplice e tranquillante: esattamente la medesima situazione di prima che fossimo.
È poco probabile che tutto finisca con la morte perché sarebbe troppo comodo cavarsela così a buon mercato.
L'effetto dell'invidia non è un desiderio di possedere quella cosa, quanto piuttosto che gli altri non la possiedano.
Il successo degli invidiosi è l'insuccesso degli altri.
Che cosa è l'uomo che invidia l'altro uomo, se non una miseria che invidia un'altra miseria?
L'invidia di ieri non è già finita: stasera vi invidio la vita.
L'invidia del cretino per l'uomo brillante trova sempre qualche consolazione nell'idea che l'uomo brillante farà una brutta fine.
Il vero amico non è colui che è solidale nella disgrazia, ma quello che sopporta il tuo successo.
Quando non si hanno più capelli, si trovano ridicoli i capelli lunghi.
L'invidia è ignoranza.
Che se ne fa l'uomo del danaro, se non lo aiuta a suscitare l'invidia del prossimo mediante lo sfarzo di indumenti rari? Che gusto c'è a vestirsi di lana o di tela, se tutto il mondo ne fa uso?
L'invidia e le teste vuote vanno sempre insieme.