L'invidia è un sentimento che divora chi lo nutre.- Alessandro Morandotti
L'invidia è un sentimento che divora chi lo nutre.
Tutto sarebbe tanto più semplice se nascessimo con le istruzioni per l'uso e la data di scadenza.
L'occhio vede tutto. Salvo sé stesso.
Sull'ingratitudine si pensa che tutto sia stato detto. Finché non la si sperimenta in proprio.
Il vero amico lo riconosci da come ti mente.
Amare tutta l'umanità può riuscire più facile del tollerare una sola persona.
Gli uomini invidiosi dal fiuto più sottile cercano di non conoscere con maggior precisione il loro rivale per potersi sentire superiori a lui.
Una modalità di difesa frequente è quella di stimolare l'invidia negli altri con il proprio successo, con la ricchezza e la fortuna, rovesciando così la situazione di chi sperimenta l'invidia.
L'invidia è un cieco che vuole strapparti gli occhi.
L'invidia e le teste vuote vanno sempre insieme.
L'invidioso piange più del bene altrui che del proprio male.
Possiamo descrivere il nostro odio, la nostra gelosia, le nostre paure, le nostre vergogne. Ma non la nostra invidia.
Il male è che se c'è qualcosa di bello qualcuno vuole che sia brutta. Il male è un bambino che piange perché ha paura di mostri che non ci sono. Il male è non essere capaci di ballare e decidere di maledire chi balla invece di imparare a farlo.
La spia va a caccia per conto d'altri, come il cane; l'invidioso va a caccia per conto proprio, come il gatto.
Nessuno è gran che da invidiare, innumerevoli sono da compiangere molto.