Tre sono le cose che dovremmo sempre evitare: l'odio, l'invidia ed il disprezzo.- Publilio Siro
Tre sono le cose che dovremmo sempre evitare: l'odio, l'invidia ed il disprezzo.
Un animo nobile non sopporta le aggressioni verbali.
Non tutte le domande necessitano una risposta.
La necessità impone la legge, ma non ne accetta alcuna.
È ancor più breve di un "no" il silenzio del saggio ad una richiesta.
Non è del coraggio cedere alla sfortuna.
Possiamo descrivere il nostro odio, la nostra gelosia, le nostre paure, le nostre vergogne. Ma non la nostra invidia.
La persona veramente invidiosa è insaziabile, non potrà mai essere soddisfatta, poiché la sua invidia scaturisce da dentro e pertanto trova sempre un oggetto su cui focalizzarsi.
L'invidioso è destinato a non godere mai.
L'invidia è una pandemia.
Una delle conseguenze dell'invidia eccessiva sembra essere il precoce instaurarsi del senso di colpa.
L'invidia deriva dal confronto irrazionale fra quanto hanno raggiunto altre persone e quanto avete raggiunto voi. Non è la mancanza delle qualità che possiedono gli altri a causare il vostro insuccesso, bensì l'incapacità di valorizzare a dovere le qualità che possedete.
Il successo degli invidiosi è l'insuccesso degli altri.
L'invidia è come una palla di gomma che più la spingi sotto e più torna a galla.
Che cosa è l'uomo che invidia l'altro uomo, se non una miseria che invidia un'altra miseria?
Una modalità di difesa frequente è quella di stimolare l'invidia negli altri con il proprio successo, con la ricchezza e la fortuna, rovesciando così la situazione di chi sperimenta l'invidia.