Non è felice l'uomo che nessuno invidia.- Eschilo
Non è felice l'uomo che nessuno invidia.
Tutto insegna, maturando, il tempo.
Una buona fortuna è un dio tra gli uomini, è più di una divinità stessa.
Il più saggio dei saggi può errare.
La morte è un destino migliore e più mite della tirannia.
È nel carattere di pochi uomini onorare senza invidia un amico che ha fatto fortuna.
L'invidia ha gli occhi e la fortuna è cieca.
L'invidioso non muore mai una volta sola, ma tante volte quante l'invidiato vive salutato dal plauso della gente.
E di innumerevoli afflizioni è generoso il mondo, ma i morsi dell'invidia sono tra le ferite più sanguinose, profonde, difficili, da rimarginare e complessivamente degne di pietà.
Tre sono gli istinti primordiali: l'angoscia, l'invidia e il senso di immortalità.
Congratularsi vuol dire esprimere con garbo la propria invidia.
Nessuno è gran che da invidiare, innumerevoli sono da compiangere molto.
Dall'invidia all'ammirazione c'è un passo: l'onestà.
Il vero amico non è colui che è solidale nella disgrazia, ma quello che sopporta il tuo successo.
L'invidia somiglia molto all'amore: essere invidiato è quasi essere amato.