Ricchezza non giova ai morti.- Eschilo
Ricchezza non giova ai morti.
La fortuna è un dio fra gli uomini, e più che un dio.
La morte è migliore, è un destino più dolce che la tirannia.
Il bene pubblico è interesse dell'uomo: guai se decide la donna.
Tutta l'acqua dei fiumi non potrebbe lavare la mano insanguinata di un omicida.
È nel carattere di pochi uomini onorare senza invidia un amico che ha fatto fortuna.
I ricchi vanno aiutati, abbiamo già troppi poveri.
Le ricchezze moltiplicano gli amici, ma il povero è abbandonato anche dall'amico che ha.
Il ricco è un cattivo povero, uno straccione troppo puzzolente di cui le stelle hanno paura.
Internet offre una ricchezza inestimabile di informazioni, conoscenza, contatti umani. E' così grande che ha gli stessi pregi e gli stessi difetti del mondo reale: pieno di cose meravigliose e anche di porcherie e cose inutili.
Una persona intelligente deve dedicarsi ad acquisire quel che è strettamente necessario, per non dipendere da nessuno; ma se, raggiunta questa sicurezza, perde tempo per aumentare la sua ricchezza, è un poveraccio.
Il lavoro non è la fonte di ogni ricchezza.
Non bisogna correre dietro ai soldi. Bisogna andar loro incontro.
Non c'è nessuno così ricco che non abbia bisogno di ricevere, nessuno così povero che non abbia qualcosa da dare.
La ricchezza e l'apparato che ne consegue trasformano la vita in una rappresentazione in cui, col tempo, anche l'uomo più onesto deve, suo malgrado, diventare un commediante.
"Ricco no" - disse - "sono un povero con soldi, che non è la stessa cosa."