L'invidioso mi loda senza saperlo.- Khalil Gibran
L'invidioso mi loda senza saperlo.
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride, dall'orgoglio che non s'inchina davanti a un bambino.
Rimpiangere l'irrecuperabile è la peggiore delle umane debolezze.
Datemi il silenzio e sfiderò la notte.
Quando vi separate dall'amico, non rattristatevi: la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna appare più chiara dalla pianura.
Non ci comprenderemo mai fra noi finché non avremo ridotto la nostra lingua a non più di sette parole.
Sola la miseria è senza invidia nelle cose presenti.
La persona veramente invidiosa è insaziabile, non potrà mai essere soddisfatta, poiché la sua invidia scaturisce da dentro e pertanto trova sempre un oggetto su cui focalizzarsi.
Non invidiamo quelli che stanno più in alto: quelle che sembravano vette si sono rivelate dirupi.
Come la ruggine consuma il ferro, così la invidia consuma gli invidiosi.
Benedetto colui che ha imparato ad ammirare, ma non invidiare, a seguire ma non imitare, a lodare ma non lusingare, a condurre ma non manipolare.
La nostra invidia dura sempre più a lungo della felicità di quelli che invidiamo.
L'invidia è l'arte di contare i colpi di fortuna degli altri anziché i propri.
Tra invidia e superbia c'è una sottile parentela dovuta al fatto che il superbo, se da un lato tende a superare gli altri, quando a sua volta viene superato non si rassegna, e l'effetto di questa non rassegnazione è l'invidia.
Il vasaio ce l'ha con il vasaio e l'artigiano con l'artigiano, il mendico invidia il mendico e il poeta il poeta.
O invidia, radice di mali infiniti, verme roditore di tutte le virtù!