Essere felici è essere invidiati. Ebbene, c'è sempre qualcuno che c'invidia. Si tratta di conoscerlo.- Jules Renard
Essere felici è essere invidiati. Ebbene, c'è sempre qualcuno che c'invidia. Si tratta di conoscerlo.
Quando si vedono nettamente i difetti degli altri, li si possiede.
La morte degli altri ci aiuta a vivere.
Ogni donna ha in sé una suocera.
La gloria non è più che un genere coloniale.
Quanti attori sembrano naturali perché non hanno alcun talento?
Il potere piace proprio perché suscita invidia.
L'invidia è come una palla di gomma che più la spingi sotto e più ti torna a galla.
L'invidia è ignoranza.
Pochissime persone parlano chiaramente e volentieri dell'invidia che provano: parlarne apertamente inibisce perché è come mettersi a nudo, svelare la parte più meschina e vulnerabile di sé.
Coloro i quali hanno meno fiducia in se stessi, sono i più invidiosi.
L'invidia apriva loro gli occhi: è un demone che non si lascia sfuggire nulla, e che trae conclusioni da ogni cosa, proprio come la gelosia.
Congratularsi vuol dire esprimere con garbo la propria invidia.
Gli uomini oggetto di invidia sono destinati a scomparire: alcuni verranno eliminati, altri cadranno. La prosperità è inquieta: si tormenta da sé.
Quando non si hanno più capelli, si trovano ridicoli i capelli lunghi.
Non invidiare chi sembra avere tutto, non ha davvero tutto. Ha ciò che vuole e vive la vita che desidera, ma non ha ciò di cui ha veramente bisogno.