Ogni volta che penso alla crocifissione di Cristo pecco d'invidia.- Simone Weil
Ogni volta che penso alla crocifissione di Cristo pecco d'invidia.
Tutte le tragedie che si possono immaginare si riassumono in una sola e unica tragedia: il trascorrere del tempo.
Mi sembra duro pensare che il rumore del vento tra le foglie non sia un oracolo.
Solo compiendolo si ha l'esperienza del bene.
Nell'universo cristallino della matematica vengono tese alla ragione le stesse trappole che nel mondo reale.
Un cambiamento di religione è per l'anima come un cambiamento di lingua per lo scrittore.
Non si deve invidiare nessuno; visto che i buoni non meritano invidia, ed in quanto ai cattivi, più essi trovano buona sorte più si rovinano.
Ogni qual volta che un amico ha successo una piccola parte di me muore.
Ci si può liberare dell'invidia gustando le gioie che si trovano sul proprio cammino, svolgendo il lavoro che si deve svolgere, ed evitando di fare confronti con coloro che reputiamo, forse erroneamente, molto più fortunati di noi.
È nel carattere di pochi uomini onorare senza invidia un amico che ha fatto fortuna.
Gli uomini oggetto di invidia sono destinati a scomparire: alcuni verranno eliminati, altri cadranno. La prosperità è inquieta: si tormenta da sé.
L'invidia è come una palla di gomma che più la spingi sotto e più torna a galla.
L'invidia è una buona stoffa per confezionare una spia.
L'invidia è un cieco che vuole strapparti gli occhi.
Non c'è nessuno che meriti la tua invidia.
L'invidia somiglia molto all'amore: essere invidiato è quasi essere amato.