Essere felici vuol dire essere invidiati. Ora c'è sempre qualcuno che ci invidia. Si tratta di scoprirlo.- Jules Renard
Essere felici vuol dire essere invidiati. Ora c'è sempre qualcuno che ci invidia. Si tratta di scoprirlo.
La vecchiaia è quando si comincia a dire: "Non mi sono mai sentito così giovane".
Cercate il ridicolo in tutto, lo troverete.
L'ironia è il pudore dell'umanità.
Se la castità non è una virtù, è certamente una forza.
La gloria non è più che un genere coloniale.
La nostra invidia dura sempre più a lungo della felicità di chi è invidiato.
L'invidia di ieri non è già finita: stasera vi invidio la vita.
Un successo letterario clamoroso riesce a spegnere l'invidia, non ad accendere la stima.
L'invidia non arriva mai al ballo vestita da invidia. Arriva vestita da qualcos'altro: ascetismo, standard elevati, buonsenso.
Ci sono due Pd, quello del territorio dove con l'Idv si sta realizzando un nucleo di alternativa e quello della dirigenza politica fatto di invidia e insoddisfazione. Noi facciamo politica, non è colpa nostra se gli elettori ci premiano.
Il male è che se c'è qualcosa di bello qualcuno vuole che sia brutta. Il male è un bambino che piange perché ha paura di mostri che non ci sono. Il male è non essere capaci di ballare e decidere di maledire chi balla invece di imparare a farlo.
Tre sono le cose che dovremmo sempre evitare: l'odio, l'invidia ed il disprezzo.
Il vero amico non è colui che è solidale nella disgrazia, ma quello che sopporta il tuo successo.
Invidioso non è tanto chi soffre che altri abbia qualcosa che lui non ha, quanto chi soffre che altri abbia ciò che lui ha.
Certo che la fortuna esiste. Altrimenti come potremmo spiegare il successo di quelli che non ci piacciono?