Essere felici vuol dire essere invidiati. Ora c'è sempre qualcuno che ci invidia. Si tratta di scoprirlo.- Jules Renard
Essere felici vuol dire essere invidiati. Ora c'è sempre qualcuno che ci invidia. Si tratta di scoprirlo.
Chiamiamo donna un bell'animale senza pelliccia, la cui pelle è molto ricercata.
La vita dell'intelletto sta alla realtà come la geometria sta alla architettura.
Il nostro sogno urta contro il mistero come la vespa contro un vetro. Meno pietoso dell'uomo, Dio non apre mai la finestra.
Amici. Ci si vede troppo, ci si vede meno, non ci si vede più.
La più stupida esagerazione è quella delle lacrime. È seccante come un rubinetto che non si chiude.
L'esaltazione degli antichi scrittori procede non dalla reverenza per i morti, ma dallo spirito di rivalità e dalla reciproca invidia dei vivi.
Non v'è nulla di più inconciliabile e crudele dell'invidia: eppure ci sforziamo senza posa soprattutto di suscitarla!
L'invidia è una pandemia.
La nostra invidia dura sempre più a lungo della felicità di chi è invidiato.
Ci sono due Pd, quello del territorio dove con l'Idv si sta realizzando un nucleo di alternativa e quello della dirigenza politica fatto di invidia e insoddisfazione. Noi facciamo politica, non è colpa nostra se gli elettori ci premiano.
L'invidia non arriva mai al ballo vestita da invidia. Arriva vestita da qualcos'altro: ascetismo, standard elevati, buonsenso.
L'uomo invidioso pensa che se il suo vicino si rompe una gamba, egli sarà in grado di camminare meglio.
Nessuno è gran che da invidiare, innumerevoli sono da compiangere molto.
Non è felice l'uomo che nessuno invidia.
L'emulazione genera positività, l'invidia negatività.