La nostra bontà non è che la nostra cattiveria che dorme.- Jules Renard
La nostra bontà non è che la nostra cattiveria che dorme.
Si hanno vent'anni dai quindici ai trent'anni.
La vecchiaia arriva all'improvviso, come neve. Una mattina, al risveglio, ci si accorge che tutto è bianco.
Il progetto è il brogliaccio del futuro. A volte servono al futuro centinaia di brogliacci.
Se il riposo non è un po' ancora lavoro, è subito noia.
Non voglio più muovermi finché non avrò un paio d'ali.
Con i vostri tanti gesti di bontà, di amore, di ascolto, mi avete costruito come persona e quindi, arrivando alla fine della mia vita, sento che a voi devo moltissimo.
E' meglio essere buoni che cattivi, ma la bontà si raggiunge ad un prezzo altissimo.
La bontà è qualche cosa che non si assimila. Il frutto è buono, ma il nocciolo è amaro.
Bontà divina, che bei diamanti. La bontà divina non ha nulla a che vedere con tutto questo, carino.
L'uomo è buono finché gli conviene.
Io voglio essere buono. Voglio essere, per il resto della mia vita, solamente un atto di bontà.
Io sono un uomo comune che ha lavorato duramente per sviluppare il talento che gli è stata donato. Ho creduto in me, e io credo nella bontà altrui.
La bontà, che non è mai bonacciona, è difficile perché presuppone la forza di fare i conti con la complessità del reale, in cui coesistono bene e male, fraternità e violenza.
Bontà e ragione non sono nella natura, ma esistono in noi con i quali il caso si diverte; ma possiamo essere più forti del caso e della natura, anche se solo per pochi istanti.
Colui che è buono, non sfoggia parole, e chi sfoggia parole, non è buono.