La nostra bontà non è che la nostra cattiveria che dorme.- Jules Renard
La nostra bontà non è che la nostra cattiveria che dorme.
L'ideale della calma è in un gatto seduto.
La paura della noia è la sola scusa del lavoro.
Essere felici è essere invidiati. Ebbene, c'è sempre qualcuno che c'invidia. Si tratta di conoscerlo.
L'esperienza è un regalo utile che non serve a niente.
Gli editori, così gentili quando non si pubblica con loro.
Se qualcosa è buono, allora è anche divino.
Essere buono e vivere una vita buona significa dare agli altri più di ciò che prendiamo loro.
La bontà disarmata, incauta, inesperta e senza accorgimento non è neppure bontà, è ingenuità stolta e provoca solo disastri.
Non solo gli uomini, ma anche gli animali nella vecchiaia diventano più buoni.
La bontà, che non è mai bonacciona, è difficile perché presuppone la forza di fare i conti con la complessità del reale, in cui coesistono bene e male, fraternità e violenza.
La bontà è il solo investimento che mai fallisce.
Bontà divina!
La fede nella "bontà" dell'umana natura è una di quelle tristi illusioni da cui gli uomini si aspettano che la loro vita risulti abbellita e alleviata, mentre in realtà non provocano che danni.
Veramente buono è l'uomo raro che non biasima mai le persone per i mali che capitano loro.
Chi non ha vera grandezza d'animo non può avere bontà; può avere soltanto bonomia.