L'uomo è buono finché gli conviene.- Roberto Gervaso
L'uomo è buono finché gli conviene.
C'è un successo che si fonda sul merito e uno sulla fortuna. Il primo dura di più; il secondo costa di meno.
I teologi, non potendo spiegare Dio con la ragione, lo rendono incomprensibile con i dogmi.
Non diciamo mai la verità perché, in fondo, non la conosciamo.
Aspettare che gli altri facciano il loro dovere è il miglior alibi per non fare il nostro.
Che sarebbe della vita senza amore? Tanta noia e molta pace.
Per esser buoni, però, bisogna essere a posto davanti a Dio, davanti al prossimo e davanti a noi stessi.
Chi non ha vera grandezza d'animo non può avere bontà; può avere soltanto bonomia.
Quando il presidente del Consiglio dona a un giornalista un orologio Cartier il giornalista lo accetta, il giornalista medesimo tende poi spontaneamente alla bontà.
La bontà è un cammino estremamente severo e, nella sua severità, conosce l'urgenza della discrezione. E della forza. Perché la bontà, come l'amore, richiede forza, la grande e immensa forza dello Spirito.
Gli uomini spesso deridono ciò che è bello e buono.
I progressi della scienza devono essere giudicati nei termini della bontà o della malizia che li ispirano. Non basta la curiosità a giustificare la sperimentazione scientifica. Questa deve essere sempre rivolta a favore del beneficio dell'umanità.
Ad una persona buona non può capitare nulla di male: né in vita né in morte, le cose che lo riguardano non vengono trascurate dal Dio.
I miei anni non sono molti, eppure sento già che la bontà non è che un'accozzaglia di sillabe sonore; non l'ho trovata in nessun luogo.
Se si ha intenzione di essere buoni, bisogna fare della bontà una professione, e questa è la più assorbente che vi sia al mondo.
Nell'uomo la bontà è una fiamma che può rimanere celata, ma mai estinguersi completamente.