scrittore italiano
Viaggiare significa aggiungere vita alla vita.
Con le donne accade due volte di non saper cosa dire: all'inizio e alla fine d'un amore.
L'immaginazione è "la pazza di casa", m'insegnarono al liceo. La realtà è peggio, risposi: è la scema del villaggio.
Dovetti scegliere fra morte e stupidità. Sopravvissi.
Molti diventano personaggi perché non sanno essere persone.
La morte naturale non esiste: ogni morte è un assassinio. E se non si urla, vuol dire che si acconsente.
Non il sonno ma l'insonnia della ragione genera mostri.
Simile a un colombo viaggiatore, il poeta porta sotto l'ala un messaggio che ignora.
Una donna deve essere molto bella per permettersi la verginità.
Conviene a chi nasce molta oculatezza nella scelta del luogo, dell'anno, dei genitori.
Così maldestro mi aggiro tra gli uomini che rischio di apparire sospetto.
Dio è migliore di quel che sembra, la Creazione non gli rende giustizia.
Ai miei tempi invitare al ballo una donna era come scendere alla stazione in una città sconosciuta.
Meno credo in Dio più ne parlo.
Fra imbecilli che vogliono cambiare tutto e mascalzoni che non vogliono cambiare niente, com'è difficile scegliere!
È più facile amare gli altri che sé. Degli altri si conosce il meglio.
Il traduttore è con evidenza l'unico autentico lettore di un testo. Certo più d'ogni critico, forse più dello stesso autore. Poiché d'un testo il critico è solamente il corteggiatore volante, l'autore il padre e marito, mentre il traduttore è l'amante.
Vi sono suicidi invisibili. Si rimane in vita per pura diplomazia, si beve, si mangia, si cammina. Gli altri ci cascano sempre, ma noi sappiamo, con un riso interno, che si sbagliano, che siamo morti.
Vi sono due razze di stupidi: quelli che credono a tutto e quelli che non credono a niente.
La realtà è così sfuggente ed effimera... Non esiste l'attimo in sé, ma esiste l'attimo nel momento in cui è già passato.