Non il sonno ma l'insonnia della ragione genera mostri.- Gesualdo Bufalino
Non il sonno ma l'insonnia della ragione genera mostri.
A frenarmi dall'ammazzare qualcuno sarebbe, prima d'ogni remora morale, l'inettitudine. Quanto a me, volessi anche ammazzarmi, mi servirebbe un liberto.
Abituarsi a guardare la vita come una cosa d'altri, rubata per scherzo, da restituire domani. Convincersi ch'è uno sbaraglio per temerari, che la precauzione suprema è morire.
Il dubbio è una passerella che trema fra l'errore e la verità.
Morire. Non fosse che per fregare l'insonnia.
C'è chi viaggia per perdersi, c'è chi viaggia per trovarsi.
La ragione non è più pensata come contemplativa, ma come ragione operativa.
La fede, così come l'amore, non passa attraverso la ragione.
I saggi sono istruiti dalla ragione; le menti comuni dall'esperienza; gli stupidi dalla necessità; e i bruti dall'istinto.
La follia è saltare sul tappeto della ragione.
Non riesco a persuadermi che, per aver ragione, si debba a tutti i costi avere l'ultima parola.
È un errore rinchiudere l'inconscio in un cerchio e collocarlo ai confini della ragione.
Gli errori fatali della vita non sono dovuti all'irragionevolezza di un uomo: un momento irragionevole può essere il migliore. Sono dovuti alla parte razionale di un uomo.
Ho interrogato la mia ragione; le ho domandato che cosa essa sia: questa domanda l'ha sempre confusa.
L'unico dettame della ragione consiste nel concatenare il maggior numero di gioie passive col maggior numero di gioie attive.
Quando guardo un tramonto e mi emoziono, non mi domando a che velocità gira la terra o a che distanza è il sole o quanto sono grandi... Amo quel momento. Punto. Non c'è da capire, c'è da amare.