Io: un paesaggio che m'è venuto a noia.- Gesualdo Bufalino
Io: un paesaggio che m'è venuto a noia.
Eppure un guizzo solo di primavera basta a rendere allegra l'anima vedova, a mutare in piani di esaltata Arlecchina queste ostinate gramaglie.
Conviene a chi nasce molta oculatezza nella scelta del luogo, dell'anno, dei genitori.
Vi sono suicidi invisibili. Si rimane in vita per pura diplomazia, si beve, si mangia, si cammina. Gli altri ci cascano sempre, ma noi sappiamo, con un riso interno, che si sbagliano, che siamo morti.
Se volete sapere di più su di voi, origliate dietro le porte.
Pregare, altro vizio solitario.
L'io, io!... Il più lurido di tutti i pronomi.
Spesso si dice che questa o quella persona non ha ancora trovato se stesso. Ma l'io non è qualcosa che si scopre: è qualcosa che si crea.
Come il cavaliere, se non vuole essere disarcionato dal suo cavallo, è costretto spesso a ubbidirgli e a portarlo dove vuole, così anche l'Io ha l'abitudine di trasformare in azione la volontà dell'Es come se si trattasse della volontà propria.
L'unico viaggio irrinunciabile è l'esplorazione dell'io.
Il piacere di essere gregge è più antico del piacere di essere io: e finché la buona coscienza si chiama gregge, solo la cattiva coscienza dice: io.
L'Io non va annullato, va piuttosto educato, purificato, talora severamente disciplinato, per raggiungere quella purezza verso cui è effettivamente predisposto.
Io: abbreviazione di Dio.
Vorrei poter dimenticare che io son io.
L'Io non è cosa o fatto, è soprattutto azione.