L'unico viaggio irrinunciabile è l'esplorazione dell'io.- Alessandro Morandotti
L'unico viaggio irrinunciabile è l'esplorazione dell'io.
La verità è che la verità è banale.
Quando ignoranza e mediocrità si coalizzano, ne risulta la cosiddetta voce del popolo.
Solo chi non ha fame è in grado di giudicare la qualità del cibo.
È facile fare domande difficili. Difficile è dare risposte facili.
La realtà va inventata.
Spesso si dice che questa o quella persona non ha ancora trovato se stesso. Ma l'io non è qualcosa che si scopre: è qualcosa che si crea.
Vorrei poter dimenticare che io son io.
In fondo, l'unica ragione perché si pensa sempre al proprio io, è che col nostro io dobbiamo stare più continuamente che con chiunque altro.
L'io, ciò che non può mai divenire oggetto.
Io: abbreviazione di Dio.
Come il cavaliere, se non vuole essere disarcionato dal suo cavallo, è costretto spesso a ubbidirgli e a portarlo dove vuole, così anche l'Io ha l'abitudine di trasformare in azione la volontà dell'Es come se si trattasse della volontà propria.
Quel che il pubblico ti rimprovera, coltivalo, è il tuo io.
Di tutte le parole di tutte le lingue che conosco, quella che ha la massima concentrazione è l'inglese "I".
L'Io non va annullato, va piuttosto educato, purificato, talora severamente disciplinato, per raggiungere quella purezza verso cui è effettivamente predisposto.
Depreco egualmente il trionfalismo di Kant e in genere di quelle filosofie che, trovando necessario partire dall'io, inneggiano ad esso come se fosse una grande conquista e non invece la miserabile sorte che ci è toccata.