Io: abbreviazione di Dio.- Alessandro Morandotti
Io: abbreviazione di Dio.
Il cattivo gusto è quello che differisce dal nostro.
La natura è sadica, com'è dimostrato dalla constatazione che raramente ciò che giova al corpo è di giovamento anche all'anima.
La solidità del matrimonio poggia sull'elasticità delle parti.
Il senso del diritto è innato. Il senso del dovere è imposto.
L'abbaglio è uno sbaglio che acceca.
In molti individui appare già come una sfrontatezza che abbiano il coraggio di pronunciare la parola "io".
Vorrei poter dimenticare che io son io.
Spesso si dice che questa o quella persona non ha ancora trovato se stesso. Ma l'io non è qualcosa che si scopre: è qualcosa che si crea.
Il vero Io è quello che tu sei, non quello che hanno fatto di te.
Di tutte le parole di tutte le lingue che conosco, quella che ha la massima concentrazione è l'inglese "I".
Come il cavaliere, se non vuole essere disarcionato dal suo cavallo, è costretto spesso a ubbidirgli e a portarlo dove vuole, così anche l'Io ha l'abitudine di trasformare in azione la volontà dell'Es come se si trattasse della volontà propria.
In fondo, l'unica ragione perché si pensa sempre al proprio io, è che col nostro io dobbiamo stare più continuamente che con chiunque altro.
L'Io non è cosa o fatto, è soprattutto azione.
L'Io non va annullato, va piuttosto educato, purificato, talora severamente disciplinato, per raggiungere quella purezza verso cui è effettivamente predisposto.