Io: abbreviazione di Dio.- Alessandro Morandotti
Io: abbreviazione di Dio.
Raramente la forza della ragione prevale sulla ragione della forza.
La realtà va inventata.
La perfezione sarebbe raggiunta da chi riuscisse a soffrire il dolore altrui come proprio.
L'uomo possiede la capacità di distinguere tra bene e male e la facoltà di non tenerne conto.
Responsabile delle bugie non è chi le dice ma chi le provoca.
Ogni uomo forte raggiunge immancabilmente ciò che il suo vero io gli ordina di volere.
Quale altro carcere è scuro come il nostro cuore! Quale carceriere così inesorabile come il nostro io!
L'unico viaggio irrinunciabile è l'esplorazione dell'io.
L'Io si arricchisce nel confronto con le diversità, ma senza venire cancellato o assorbito. Il dialogo, che unisce gli interlocutori, presuppone la loro distinzione e una piccola, ma insopprimibile e feconda distanza.
L'Io non va annullato, va piuttosto educato, purificato, talora severamente disciplinato, per raggiungere quella purezza verso cui è effettivamente predisposto.
Di tutte le parole di tutte le lingue che conosco, quella che ha la massima concentrazione è l'inglese "I".
Quel che il pubblico ti rimprovera, coltivalo, è il tuo io.
L'io, io!... Il più lurido di tutti i pronomi.
Come il cavaliere, se non vuole essere disarcionato dal suo cavallo, è costretto spesso a ubbidirgli e a portarlo dove vuole, così anche l'Io ha l'abitudine di trasformare in azione la volontà dell'Es come se si trattasse della volontà propria.