L'io è odioso.- Blaise Pascal
L'io è odioso.
L'impegno a pensare bene è il principio della morale.
La nostra presunzione è tale che vorremmo essere conosciuti dal mondo intero e anche da quelli che verranno quando non ci saremo più. Ma siamo così vani che la stima di cinque o sei persone attorno a noi ci fa piacere e ci soddisfa.
La vera eloquenza si ride dell'eloquenza.
Così non viviamo mai, ma speriamo di vivere, e preparandoci sempre a essere felici è inevitabile che non lo siamo mai.
Né la contraddizione è indice di falsità né la coerenza è segno di verità.
Chi è io? Cos'è questo intervallo tra me e me?
Il piacere di essere gregge è più antico del piacere di essere io: e finché la buona coscienza si chiama gregge, solo la cattiva coscienza dice: io.
In fondo, l'unica ragione perché si pensa sempre al proprio io, è che col nostro io dobbiamo stare più continuamente che con chiunque altro.
Io: abbreviazione di Dio.
L'unico viaggio irrinunciabile è l'esplorazione dell'io.
L'Io non è cosa o fatto, è soprattutto azione.
L'Io non va annullato, va piuttosto educato, purificato, talora severamente disciplinato, per raggiungere quella purezza verso cui è effettivamente predisposto.
Spesso si dice che questa o quella persona non ha ancora trovato se stesso. Ma l'io non è qualcosa che si scopre: è qualcosa che si crea.
Ogni uomo forte raggiunge immancabilmente ciò che il suo vero io gli ordina di volere.
Quel che il pubblico ti rimprovera, coltivalo, è il tuo io.