L'Io non è cosa o fatto, è soprattutto azione.- Johann Gottlieb Fichte
L'Io non è cosa o fatto, è soprattutto azione.
Tutte le leggi della ragione sono fondate nell'essenza del nostro spirito. Ma esse arrivano alla coscienza empirica solo attraverso una esperienza a cui siano applicabili; e quanto più spesso vengono usate, tanto più intimamente essi si connettono con questa coscienza.
La scelta di una filosofia dipende da quel che si è come uomo, perché un sistema filosofico non è un inerte suppellettile, che si possa prendere o lasciare a piacere, ma è animato dallo spirito dell'uomo che l'ha.
Solo la fiamma della conoscenza chiara, totalmente trasparente a se stessa e in libero possesso di tutta la sua intimità, garantisce, in virtù di questa chiarezza, la propria durata immutabile.
Libero è solo colui che vuole rendere libero tutto ciò che lo circonda e che effettivamente lo rende libero mediante un certo influsso del quale non sempre si percepisce la causa.
Di tutte le parole di tutte le lingue che conosco, quella che ha la massima concentrazione è l'inglese "I".
Il vero Io è quello che tu sei, non quello che hanno fatto di te.
L'Io si arricchisce nel confronto con le diversità, ma senza venire cancellato o assorbito. Il dialogo, che unisce gli interlocutori, presuppone la loro distinzione e una piccola, ma insopprimibile e feconda distanza.
L'io, io!... Il più lurido di tutti i pronomi.
L'io, ciò che non può mai divenire oggetto.
Quel che il pubblico ti rimprovera, coltivalo, è il tuo io.
Depreco egualmente il trionfalismo di Kant e in genere di quelle filosofie che, trovando necessario partire dall'io, inneggiano ad esso come se fosse una grande conquista e non invece la miserabile sorte che ci è toccata.
Ogni uomo forte raggiunge immancabilmente ciò che il suo vero io gli ordina di volere.
L'io è odioso.