Di tutte le parole di tutte le lingue che conosco, quella che ha la massima concentrazione è l'inglese "I".- Elias Canetti
Di tutte le parole di tutte le lingue che conosco, quella che ha la massima concentrazione è l'inglese "I".
Gradi della disperazione: non ricordarsi di nulla, ricordare qualcosa, ricordare tutto.
Che Dio sia morto o no, è impossibile tacerne: c'è stato per tanto tempo.
Chi ha avuto successo non ode che gli applausi. Per il resto è sordo.
Il numero esiguo di pensieri fondamentali fa il filosofo, e l'ostinazione e la molestia con cui egli li ripete.
La morte non tace su nulla.
L'Io non va annullato, va piuttosto educato, purificato, talora severamente disciplinato, per raggiungere quella purezza verso cui è effettivamente predisposto.
Il piacere di essere gregge è più antico del piacere di essere io: e finché la buona coscienza si chiama gregge, solo la cattiva coscienza dice: io.
Quale altro carcere è scuro come il nostro cuore! Quale carceriere così inesorabile come il nostro io!
L'io, io!... Il più lurido di tutti i pronomi.
L'Io si arricchisce nel confronto con le diversità, ma senza venire cancellato o assorbito. Il dialogo, che unisce gli interlocutori, presuppone la loro distinzione e una piccola, ma insopprimibile e feconda distanza.
In molti individui appare già come una sfrontatezza che abbiano il coraggio di pronunciare la parola "io".
Io: abbreviazione di Dio.
L'io, ciò che non può mai divenire oggetto.
L'io è odioso.
Chi è io? Cos'è questo intervallo tra me e me?