Di tutte le parole di tutte le lingue che conosco, quella che ha la massima concentrazione è l'inglese "I".- Elias Canetti
Di tutte le parole di tutte le lingue che conosco, quella che ha la massima concentrazione è l'inglese "I".
La vita è lotta, lotta senza quartiere, ed è un bene che sia così. L'umanità, altrimenti, non potrebbe progredire. Una razza di deboli si sarebbe estinta da un pezzo, senza lasciare traccia.
I morti si nutrono di giudizi, i viventi di amore.
Disperazione, l'unica forma disinteressata di esistenza.
Solo l'incredulo ha diritto al miracolo.
Gli uomini più tremendi: quelli che sanno tutto e ci credono.
L'io è odioso.
In fondo, l'unica ragione perché si pensa sempre al proprio io, è che col nostro io dobbiamo stare più continuamente che con chiunque altro.
Io: un paesaggio che m'è venuto a noia.
Come il cavaliere, se non vuole essere disarcionato dal suo cavallo, è costretto spesso a ubbidirgli e a portarlo dove vuole, così anche l'Io ha l'abitudine di trasformare in azione la volontà dell'Es come se si trattasse della volontà propria.
In molti individui appare già come una sfrontatezza che abbiano il coraggio di pronunciare la parola "io".
Il piacere di essere gregge è più antico del piacere di essere io: e finché la buona coscienza si chiama gregge, solo la cattiva coscienza dice: io.
Ogni uomo forte raggiunge immancabilmente ciò che il suo vero io gli ordina di volere.
Spesso si dice che questa o quella persona non ha ancora trovato se stesso. Ma l'io non è qualcosa che si scopre: è qualcosa che si crea.
L'Io non va annullato, va piuttosto educato, purificato, talora severamente disciplinato, per raggiungere quella purezza verso cui è effettivamente predisposto.