Disperazione, l'unica forma disinteressata di esistenza.- Elias Canetti
Disperazione, l'unica forma disinteressata di esistenza.
La cosa più veloce fu però sempre una sola: il fulmine. Il timore superstizioso del fulmine, dal quale non c'è difesa, è ampiamente diffuso.
Il progresso ha i suoi svantaggi; di tanto in tanto esplode.
Solo il miscredente può misurare appieno la felicità della fede.
Gli assetati d'amore sono tutti così simili tra loro, che per studiarli ne basta uno. Ancora piú semplice: se quell'uno siamo noi.
Si può vivere soltanto se, con una certa frequenza, non si fa quello che ci si propone. L'arte consiste nel proporsi la cosa giusta da non fare.
Ma proprio, a volte, nel momento in cui tutto sembra perduto giunge l'avvertimento che può salvarci.
Quando abbiamo perso tutto, inclusa la speranza, la vita diventa una disgrazia e la morte un dovere.
La disperazione è la parte inferiore di qualcosa che, per affondare, deve prima arrampicarsi.
La disperazione è perfettamente compatibile con una buona cena, vi assicuro.
"Ma": la terribile parola della disperazione.
Bellezza, l'ultima vittoria possibile dell'uomo che non ha più speranza.
L'amore vero si dispera o va in estasi per un guanto perduto o per un fazzoletto trovato, e ha bisogno dell'eternità per la sua devozione e le sue speranze. Si compone insieme dell'infinitamente grande e dell'infinitamente piccolo.
La noia è un male che non deve essere preso alla leggera. Può portare alla fine alla vera disperazione. L'autorità pubblica prende contro di essa ovunque delle precauzioni, come contro altre calamità universali.
Quando la disperazione più nera e lo scoramento vengono scalzati dalla percezione lancinante dell'orrore, in nostro soccorso sopraggiunge l'oppio assurdo dell'ottimismo.
Non esiste via più disperata di quella che conduce alla perfezione.