È meglio una fine disperata che una disperazione senza fine.- Jim Morrison
È meglio una fine disperata che una disperazione senza fine.
Tutti facciamo parte di una storia infinita.
La malattia della cultura del XX secolo è l'incapacità di percepire la realtà. Le masse si raccolgono davanti alla televisione a guardare teleromanzi, film, idoli rock, e vivono selvagge emozioni attraverso questi simboli; ma nelle loro vite quotidiane sono emotivamente morte.
La mente mette i limiti, il cuore li spezza.
La rivoluzione deve essere permanente.
Guarda le piccole cose perché un giorno ti volterai e capirai che erano grandi.
Quando ci manca l'amore non c'è veramente nulla che basti.
Una certa continuità nella disperazione può generare la gioia.
Chi si dispera per un evento è un codardo, ma chi nutre speranze per la condizione umana è uno stolto.
Veder la fine d'un periodo di ansie e paure! Veder finalmente allontanarsi la nube che incombeva su di noi, che c'intisichiva il cuore, che faceva della felicità null'altro che un ricordo! Questa è una gioia che, senz'altro, avrà sperimentato qualche volta ogni creatura vivente.
I più disperati sono i canti più belli, e ne so d'immortali che sono puri singhiozzi.
Lo sconforto non tiene mai conto del firmamento.
Di tutto ciò che si prova, niente dà tanto l'impressione di essere al cuore stesso del vero quanto gli accessi di disperazione senza ragione: a paragone, tutto sembra frivolo, sofisticato, privo di sostanza e d'interesse.
La creatività è la disperazione che mostra il suo lato migliore.
Perseverare, confidando nella speranza che ha, è il coraggio dell'uomo. Il codardo dispera.
L'umanità si trova oggi ad un bivio: una via conduce alla disperazione, l'altra all'estinzione totale. Speriamo di avere la saggezza di scegliere bene.