Lo sconforto non tiene mai conto del firmamento.- Alda Merini
Lo sconforto non tiene mai conto del firmamento.
Chi è a corto di bugie non può salvarsi.
Spiegami come il lume della notte, come il delirio della fantasia. Spiegami come la donna e come il mimo, come pagliaccio che non ha nessuno. Spiegami perché ho rotta la sottana: uno strappo che è largo come il cuore.
Ero matta in mezzo ai matti. I matti erano matti nel profondo, alcuni molto intelligenti. Sono nate lì le mie più belle amicizie. I matti son simpatici, non come i dementi, che sono tutti fuori, nel mondo. I dementi li ho incontrati dopo, quando sono uscita!
I poeti non si redimono, vanno lasciati volare tra gli alberi come usignoli pronti a morire.
La miglior vendetta? La felicità. Non c'è nulla che faccia più impazzire la gente che vederti felice.
La costanza e la fedeltà non meritano che disperazione e abbandono.
Nessun dramma personale è tale da poter essere vomitato in faccia agli altri. Per quelli rimediabili, basta e avanza la commedia. Per quelli irrimediabili, in novecentonovantanove casi su mille è preferibile il silenzio. È più decente.
Una fame di cose senza speranza bracca i nostri spiriti per tutta la vita.
La nostra natura ci spinge a reggerci in piedi da soli, per quanto disperati possiamo essere.
La gran massa degli uomini conduce un'esistenza di silenziosa disperazione.
Ciò che chiamiamo disperazione spesso non è altro che la dolorosa avidità d'una speranza non esaudita.
La nostra politica non è diretta contro alcun paese o dottrina, bensì contro la fame, la miseria, la disperazione o il caos.
Offuscate tutte le stelle, perché non le vuole più nessuno.Buttate via la luna, tirate giù il sole, svuotate gli oceani e abbattete gli alberi, perché da questo momento niente servirà più a niente.
Siamo spesso stanchi, delusi, tristi, sentiamo il peso dei nostri peccati, pensiamo di non farcela. Non chiudiamoci in noi stessi, non perdiamo la fiducia, non rassegniamoci mai: non ci sono situazioni che Dio non possa cambiare.
Posso sopportare la mia disperazione, ma non la speranza altrui.