Gradi della disperazione: non ricordarsi di nulla, ricordare qualcosa, ricordare tutto.- Elias Canetti
Gradi della disperazione: non ricordarsi di nulla, ricordare qualcosa, ricordare tutto.
È già qualcosa aver vissuto, pensato e disputato con se stessi, quand'anche nessuno ne venisse mai a conoscenza.
Leggendo i grandi autori di aforismi si ha l'impressione che si conoscano tutti bene fra loro.
Una noia mortale emana da quelli che hanno ragione e lo sanno.
Solo l'incredulo ha diritto al miracolo.
Soltanto il sapere che esita conta. Questo è ciò che, più di ogni altra cosa, manca al computer: l'esitazione.
Si può sopportare qualsiasi verità, per quanto distruttrice sia, purché surroghi tutto, e abbia la stessa vitalità della speranza alla quale si è sostituita.
Non credo che gli esseri umani imparino nulla senza disperazione. La disperazione è un ingrediente necessario per imparare qualcosa o per creare qualsiasi cosa. Punto. Se arrivati a un certo punto non si è disperati, non è interessante.
Molte persone non pregano, supplicano soltanto.
Spesso la disperazione ha vinto le battaglie.
L'uomo più disperato è solamente colui che meglio nasconde la sua speranza.
Tutto era diventato nuovamente completamente realistico, e cioè completamente senza speranza.
Il matrimonio è una cosa disperata.
La lotta e la ribellione comportano sempre una certa dose di speranza, mentre la disperazione è muta.
La più grande ispirazione nasce spesso dalla disperazione.
In nessuna epoca le gioie sono state superiori ai dolori quindi in nessuna epoca sarebbe stato bello vivere.