Gradi della disperazione: non ricordarsi di nulla, ricordare qualcosa, ricordare tutto.- Elias Canetti
Gradi della disperazione: non ricordarsi di nulla, ricordare qualcosa, ricordare tutto.
Se vuoi essere felice, non andare sempre fino in fondo. C'è tanto anche in mezzo!
La cosa più dura per chi non crede in Dio: non avere nessuno cui poter dire grazie. Più ancora che per le proprie miserie si ha bisogno di un Dio per esprimere gratitudine.
L'uomo più infimo: quello di cui sono soddisfatti tutti i desideri.
La maledizione del dover morire dovrà diventare una benedizione: che si possa ancora morire quando vivere è insopportabile.
Non ci sono più parole potenti. Capita di dire "Dio" solo per pronunciare una parola che una volta era potente.
Se c'è un peccato contro la vita, non è tanto disperarne, quanto sperare in un'altra vita, e sottrarsi all'implacabile grandezza di questa.
È quando non si ha più speranza che non si deve disperare di nulla.
La nostra natura ci spinge a reggerci in piedi da soli, per quanto disperati possiamo essere.
Nessuno ha il diritto di mettersi a sedere e sentirsi disperato. C'è troppo lavoro da fare.
Non abbandonarti alla disperazione altrimenti non riuscirai a parlare con il tuo cuore.
Lasciate che il vostro cuore soffra per l'afflizione e la disperazione degli altri.
La felicità si può trovare anche negli attimi più tenebrosi, se solo qualcuno si ricorda di accendere la luce.
Gli eroi sono il prodotto dell'insicurezza. Vale a dire di uno stato d'ansia, di paura, di disperazione.
Si deve lavorare, se non per il gusto, almeno per disperazione, perché, ad attenta verifica, il lavoro è meno noioso del divertimento.
Quando si nutrono speranze, il cuore prende una strada tutta sua. E quando le speranze vengono tradite, si cade nella disperazione, e la disperazione genera impotenza.