Nessuno ha il diritto di mettersi a sedere e sentirsi disperato. C'è troppo lavoro da fare.- Dorothy Day
Nessuno ha il diritto di mettersi a sedere e sentirsi disperato. C'è troppo lavoro da fare.
Nessuno ha il diritto di fermarsi e provare disperazione. C'è troppo da fare.
Solo un uomo che ha sentito la disperazione finale è capace di sentire la beatitudine finale.
Non tentare un uomo disperato.
Quelli che non sanno cosa sia soffrire possono essere orgogliosi e indipendenti... possono resistere agli oltraggi, o ricambiare le mortificazioni. Io non posso farlo. Io devo soffrire... mi devo disperare, e che tutti quelli che vogliono godere di questo siano i benvenuti.
Poiché ricordo, dispero. Poiché ricordo, ho il dovere di respingere la disperazione.
Pochi sono i mali senza rimedio: fa più vittime la disperazione che la speranza.
Lo sconforto non tiene mai conto del firmamento.
Nel destino di ogni uomo può esserci una fine del mondo fatta solo per lui. Si chiama disperazione.
Tu lo sai bene: non ti riesce qualcosa, sei stanco e non ce la fa più. E d'un tratto incontri nella folla lo sguardo di qualcuno - uno sguardo umano - ed è come se ti fossi accostato a un divino nascosto. E tutto diventa improvvisamente più semplice.
In nessuna epoca le gioie sono state superiori ai dolori quindi in nessuna epoca sarebbe stato bello vivere.
La maggioranza dell'umanità vive un'esistenza di quieta disperazione. Ciò che chiamiamo rassegnazione non è altro che disperazione cronica.