Ogni uomo forte raggiunge immancabilmente ciò che il suo vero io gli ordina di volere.- Hermann Hesse
Ogni uomo forte raggiunge immancabilmente ciò che il suo vero io gli ordina di volere.
Non esiste programma di vacanza più bello che proporsi di non leggere neppure un rigo, e dopo, niente di più piacevole che, al momento opportuno e con un libro veramente attraente, tradire il bel programma.
Talvolta aveva desiderato d'essere un albero, perché gli alberi gli sembravano così pieni di quiete, di forza e di dignità.
Se si leggono libri come si stanno ad ascoltare gli amici, ciò che si legge allieterà e consolerà come soltanto gli amici sanno fare.
Se temiamo qualcuno, ne consegue che riconosciamo a costui un potere su di noi.
Alcuni si ritengono perfetti unicamente perchè sono meno esigenti nei propri confronti.
Come il cavaliere, se non vuole essere disarcionato dal suo cavallo, è costretto spesso a ubbidirgli e a portarlo dove vuole, così anche l'Io ha l'abitudine di trasformare in azione la volontà dell'Es come se si trattasse della volontà propria.
Il piacere di essere gregge è più antico del piacere di essere io: e finché la buona coscienza si chiama gregge, solo la cattiva coscienza dice: io.
L'Io non va annullato, va piuttosto educato, purificato, talora severamente disciplinato, per raggiungere quella purezza verso cui è effettivamente predisposto.
Di tutte le parole di tutte le lingue che conosco, quella che ha la massima concentrazione è l'inglese "I".
In fondo, l'unica ragione perché si pensa sempre al proprio io, è che col nostro io dobbiamo stare più continuamente che con chiunque altro.
Il vero Io è quello che tu sei, non quello che hanno fatto di te.
In molti individui appare già come una sfrontatezza che abbiano il coraggio di pronunciare la parola "io".
L'io, ciò che non può mai divenire oggetto.
L'io, io!... Il più lurido di tutti i pronomi.
Io: un paesaggio che m'è venuto a noia.