In molti individui appare già come una sfrontatezza che abbiano il coraggio di pronunciare la parola "io".- Theodor Adorno
In molti individui appare già come una sfrontatezza che abbiano il coraggio di pronunciare la parola "io".
Scrivere una poesia dopo Auschwitz è un atto di barbarie.
La vera felicità del dono è tutta nell'immaginazione della felicità del destinatario.
La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta.
Quel che temiamo più di ogni cosa, ha una proterva tendenza a succedere realmente.
Quando il tempo è denaro sembra morale risparmiarlo, specialmente il proprio.
Di tutte le parole di tutte le lingue che conosco, quella che ha la massima concentrazione è l'inglese "I".
In fondo, l'unica ragione perché si pensa sempre al proprio io, è che col nostro io dobbiamo stare più continuamente che con chiunque altro.
Io: un paesaggio che m'è venuto a noia.
L'Io si arricchisce nel confronto con le diversità, ma senza venire cancellato o assorbito. Il dialogo, che unisce gli interlocutori, presuppone la loro distinzione e una piccola, ma insopprimibile e feconda distanza.
Il vero Io è quello che tu sei, non quello che hanno fatto di te.
L'Io non è cosa o fatto, è soprattutto azione.
Quel che il pubblico ti rimprovera, coltivalo, è il tuo io.
Come il cavaliere, se non vuole essere disarcionato dal suo cavallo, è costretto spesso a ubbidirgli e a portarlo dove vuole, così anche l'Io ha l'abitudine di trasformare in azione la volontà dell'Es come se si trattasse della volontà propria.
Spesso si dice che questa o quella persona non ha ancora trovato se stesso. Ma l'io non è qualcosa che si scopre: è qualcosa che si crea.
Io: abbreviazione di Dio.