In molti individui appare già come una sfrontatezza che abbiano il coraggio di pronunciare la parola "io".- Theodor Adorno
In molti individui appare già come una sfrontatezza che abbiano il coraggio di pronunciare la parola "io".
Parlare di cultura è sempre stato contro la cultura. Il denominatore comune "cultura" contiene già virtualmente la presa di possesso, l'incasellamento, la classificazione, che assume la cultura nel regno dell'amministrazione.
La vera felicità del dono è tutta nell'immaginazione della felicità del destinatario.
Scrivere una poesia dopo Auschwitz è un atto di barbarie.
L'intelligenza è una categoria morale.
Io: un paesaggio che m'è venuto a noia.
L'Io si arricchisce nel confronto con le diversità, ma senza venire cancellato o assorbito. Il dialogo, che unisce gli interlocutori, presuppone la loro distinzione e una piccola, ma insopprimibile e feconda distanza.
L'Io non è cosa o fatto, è soprattutto azione.
L'Io non va annullato, va piuttosto educato, purificato, talora severamente disciplinato, per raggiungere quella purezza verso cui è effettivamente predisposto.
Depreco egualmente il trionfalismo di Kant e in genere di quelle filosofie che, trovando necessario partire dall'io, inneggiano ad esso come se fosse una grande conquista e non invece la miserabile sorte che ci è toccata.
Quel che il pubblico ti rimprovera, coltivalo, è il tuo io.
L'io, ciò che non può mai divenire oggetto.
L'io, io!... Il più lurido di tutti i pronomi.
Chi è io? Cos'è questo intervallo tra me e me?