L'io, io!... Il più lurido di tutti i pronomi.- Carlo Emilio Gadda
L'io, io!... Il più lurido di tutti i pronomi.
Gli italiani, generosissimi in tutto, non sono generosi quando si tratta di pensare.
Il fumare lo aiutava molto davanti alle donne, a cui il fumo piace, anche perché lo ritengono, e magari con ragione, un gradevole presagio dell'arrosto.
Se un'idea è più moderna di un'altra, è segno che non sono immortali né l'una né l'altra.
Le inopinate catastrofi non sono mai la conseguenza o l'effetto che dir si voglia d'un unico motivo, d'una causa al singolare: ma sono come un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti.
L'italiani sono di simulato sospiro.
Come il cavaliere, se non vuole essere disarcionato dal suo cavallo, è costretto spesso a ubbidirgli e a portarlo dove vuole, così anche l'Io ha l'abitudine di trasformare in azione la volontà dell'Es come se si trattasse della volontà propria.
Chi è io? Cos'è questo intervallo tra me e me?
Io: un paesaggio che m'è venuto a noia.
Quel che il pubblico ti rimprovera, coltivalo, è il tuo io.
L'unico viaggio irrinunciabile è l'esplorazione dell'io.
In molti individui appare già come una sfrontatezza che abbiano il coraggio di pronunciare la parola "io".
Il piacere di essere gregge è più antico del piacere di essere io: e finché la buona coscienza si chiama gregge, solo la cattiva coscienza dice: io.
Depreco egualmente il trionfalismo di Kant e in genere di quelle filosofie che, trovando necessario partire dall'io, inneggiano ad esso come se fosse una grande conquista e non invece la miserabile sorte che ci è toccata.
Il vero Io è quello che tu sei, non quello che hanno fatto di te.
Quale altro carcere è scuro come il nostro cuore! Quale carceriere così inesorabile come il nostro io!