L'io, io!... Il più lurido di tutti i pronomi.- Carlo Emilio Gadda
L'io, io!... Il più lurido di tutti i pronomi.
Gli italiani, generosissimi in tutto, non sono generosi quando si tratta di pensare.
La mia casa di campagna mi procura più grattacapi che una suocera isterica.
Ma sognare è un fiume profondo, che precipita a una lontana sorgiva, ripùllula nel mattino di verità.
L'istante occupa uno stretto spazio fra la speranza e il rimpianto, ed è lo spazio della vita.
Le parole non bastano e sdraiarsi nel comodo letto della vanità ciarliera è come farsi smidollare da una cupa e sonnolenta meretrice.
In molti individui appare già come una sfrontatezza che abbiano il coraggio di pronunciare la parola "io".
Vorrei poter dimenticare che io son io.
Il piacere di essere gregge è più antico del piacere di essere io: e finché la buona coscienza si chiama gregge, solo la cattiva coscienza dice: io.
Come il cavaliere, se non vuole essere disarcionato dal suo cavallo, è costretto spesso a ubbidirgli e a portarlo dove vuole, così anche l'Io ha l'abitudine di trasformare in azione la volontà dell'Es come se si trattasse della volontà propria.
L'io è odioso.
L'Io non va annullato, va piuttosto educato, purificato, talora severamente disciplinato, per raggiungere quella purezza verso cui è effettivamente predisposto.
L'unico viaggio irrinunciabile è l'esplorazione dell'io.
Io: abbreviazione di Dio.
Depreco egualmente il trionfalismo di Kant e in genere di quelle filosofie che, trovando necessario partire dall'io, inneggiano ad esso come se fosse una grande conquista e non invece la miserabile sorte che ci è toccata.
Io: un paesaggio che m'è venuto a noia.