L'io, ciò che non può mai divenire oggetto.- Friedrich Schelling
L'io, ciò che non può mai divenire oggetto.
L'uomo è veramente se stesso quando gioca.
Gli uomini, oltre i doveri che la ragione impone, hanno inventato una quantità di compiti pesanti, per tormentare la povera umanità! Questi compiti diventano fonte di orgoglio in cui non si può trovare acquietamento alcuno se non a spese della virtù.
La natura è vita che dorme.
L'uomo ha storia solo perché ciò che farà non si può calcolare precedentemente secondo nessuna teoria.
Depreco egualmente il trionfalismo di Kant e in genere di quelle filosofie che, trovando necessario partire dall'io, inneggiano ad esso come se fosse una grande conquista e non invece la miserabile sorte che ci è toccata.
In molti individui appare già come una sfrontatezza che abbiano il coraggio di pronunciare la parola "io".
L'io è odioso.
Quel che il pubblico ti rimprovera, coltivalo, è il tuo io.
Vorrei poter dimenticare che io son io.
L'io, io!... Il più lurido di tutti i pronomi.
L'unico viaggio irrinunciabile è l'esplorazione dell'io.
L'Io non è cosa o fatto, è soprattutto azione.
L'Io si arricchisce nel confronto con le diversità, ma senza venire cancellato o assorbito. Il dialogo, che unisce gli interlocutori, presuppone la loro distinzione e una piccola, ma insopprimibile e feconda distanza.