Ci vogliono virtù a iosa per fare un vizio.- Gesualdo Bufalino
Ci vogliono virtù a iosa per fare un vizio.
La morte naturale non esiste: ogni morte è un assassinio. E se non si urla, vuol dire che si acconsente.
Dalla grazia alla disgrazia, a piedi nudi, come in sogno.
Scrivere è continuare, inseguire al di là della tenebra quel fanalino fuggente che è l'uomo.
Gli assenti hanno una volta torto ma novantanove volte ragione.
Il pacifismo è guercio ma il bellicismo è cieco.
Il vizio è la virtù che ha perso la pazienza.
Non si può avere una civiltà durevole senza una buona quantità di amabili vizi.
Questa profonda avversione che il vizio dovrebbe ispirare alle anime virtuose.
Gli dei sono strani. Non si servono solo dei nostri vizi per flagellarci. Essi ci spingono alla rovina anche per mezzo di quanto in noi è onesto, gentile, umano, tenero.
L'indifferenza è l'ottavo vizio capitale.
Attraversa pure il mare, lascia che scompaiano terre e città all'orizzonte, i tuoi vizi ti seguiranno dovunque andrai.
Il vizio non può credere alla virtù per quella ragion medesima per cui la vigliaccheria non può credere all'eroismo.
Egli è pure un brutto vizio l'ingratitudine!
Non c'è vizio che non trovi appoggio compiacente nell'alta società.
Quel che spesso ci impedisce di abbandonarci a un unico vizio è che ne abbiamo diversi.