Ci vogliono virtù a iosa per fare un vizio.- Gesualdo Bufalino
Ci vogliono virtù a iosa per fare un vizio.
A frenarmi dall'ammazzare qualcuno sarebbe, prima d'ogni remora morale, l'inettitudine. Quanto a me, volessi anche ammazzarmi, mi servirebbe un liberto.
Vi sono suicidi invisibili. Si rimane in vita per pura diplomazia, si beve, si mangia, si cammina. Gli altri ci cascano sempre, ma noi sappiamo, con un riso interno, che si sbagliano, che siamo morti.
Molti diventano personaggi perché non sanno essere persone.
Come si fa ad amarsi vivendo con se stessi 24 ore su 24?
L'unica cosa asciutta: la sterilità.
Le colpe sanno molte cose, ma il vizio ne sa una grande.
Questo è il pericolo, quando il vizio diventa un precedente.
Chiamiamo vizi quei divertimenti che non osiamo provare.
Se il vostro scopo non è quello di creare virtù eroiche, ma abitudini tranquille; se preferite i vizi ai delitti allora livellate le condizioni e costituite il governo della democrazia.
La politica dovrebbe rappresentare interessi, interpretare ideali, colmare il divario tra sogno e realtà; non può essere fatta solo sottolineando i vizi del proprio avversario.
Non possiamo tollerare né i nostri vizi tradizionali né i loro rimedi.
Questa profonda avversione che il vizio dovrebbe ispirare alle anime virtuose.
Nella divinità è più importante ritrovare i nostri vizi che le nostre virtù.
Quando i vizi ci abbandonano, ci lusinghiamo credendo di averli abbandonati noi.
Carità: Un'amabile disposizione dell'animo che induce a perdonare negli altri i peccati e i vizi cui siamo dediti noi stessi.