I fatti sono cocciuti, la morte il più cocciuto dei fatti.- Gesualdo Bufalino
I fatti sono cocciuti, la morte il più cocciuto dei fatti.
La realtà è così sfuggente ed effimera... Non esiste l'attimo in sé, ma esiste l'attimo nel momento in cui è già passato.
Bisogna che abbiamo un'idea molto primitiva dell'eternità se facciamo tanto caso del morire a trenta o a cent'anni.
La fama è la gloria venduta a saldo, con gli sconti di fine stagione.
Tale è la forza dell'abitudine che ci si abitua perfino a vivere.
Riconosco per mio solo ciò che ho scritto con inchiostro simpatico.
Veder la china, il baratro profondo, la via senza ritorno, ultima via... Triste non è il tramonto, amica mia, triste è dover assistere al tramonto!.
Una morte è una tragedia, un milione di morti è statistica.
La morte, inevitabile termine a chi venne in vita, mai fu inutile a chi mal vive, e mai dannosa a chi visse bene.
Crediamo che la morte ci segua e, invece, ci ha preceduto e ci seguirà. Tutto quello che è stato prima di noi è morte; che importa se non cominci oppure finisci, quando il risultato in entrambi i casi è questo: non esistere.
L'eccesso di dolore per la morte è follia; perché è una ferita ai viventi, e i morti non la conoscono.
Ogni attimo moriamo. Per questo molti hanno protestato: lo scopo della vita è la morte.
La prima e più saliente contrapposizione è tra uomini e donne; la seconda, fra i vivi e i morti; la terza, fra amici e nemici.
Morire è facile, prima o poi ci riescono tutti.
Con vent'anni nel core Pare un sogno la morte, eppur si muore.
Tutto è instabile, fallace e più mutevole di ogni burrasca: tutto è sconvolto e muta per i capricci della sorte: fra tanto variare delle vicende umane, la sola cosa certa è la morte; eppure, tutti si lamentano della sola cosa che non inganna nessuno.