I fatti sono cocciuti, la morte il più cocciuto dei fatti.- Gesualdo Bufalino
I fatti sono cocciuti, la morte il più cocciuto dei fatti.
Se volete sapere di più su di voi, origliate dietro le porte.
Diffidate degli ottimisti, sono la claque di Dio.
La gaffe della creazione. A meno che non si trattasse di un gesto pubblicitario.
I suicidi sono solo degli impazienti.
Dio, gigantesco eufemismo.
L'importante è che la morte mi colga vivo.
La morte si sconta vivendo.
La morte è il riposo, ma il pensiero della morte è il disturbatore di ogni riposo.
Non è vero che la morte ci giunge come un'esperienza in cui siamo tutti novellini, come dice Montaigne. Tutti prima di nascere eravamo morti.
Non ho mai capito chi dice la morte è normale, la morte è logica, tutto finisce quindi anch'io finirò. Io ho sempre pensato che la morte è ingiusta, la morte è illogica, e non dovremmo morire dal momento che si nasce.
Solo un fumo torbido è il sogno della morte, e il fuoco della vita sotto vi arde.
Ogni mattina e ogni sera dovremmo continuamente pensare alla morte, sentendoci già morti da sempre; in tal modo, saremo liberi di muoverci in ogni situazione.
La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell'umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te.
Gli uomini, fuggendo la morte, l'inseguono.
Tutte le morti sono odiose per i miseri mortali.