Il primo sintomo della morte é la nascita.- Stanisław Jerzy Lec
Il primo sintomo della morte é la nascita.
Che l'uomo sia lacerato dal cielo e dalla terra, pazienza, ma il peggio è che alla fine del cielo vuole il brandello che è stato strappato dall'inferno, e l'inferno è affamato di quello conquistato dal cielo.
Non è cieca la via da cui si può far marcia indietro.
Se un uomo che non sa contare fino a quattro trova un quadrifoglio, ha diritto alla fortuna?
Il momento in cui si riconosce la propria mancanza di talento è un lampo di genio.
Il fatto che siano tutti votati alla scomparsa, produce in noi un sentimento insopportabile. Ma lo sarebbe ancora di più se fosse la morte a scomparire...
Tutte le tragedie finiscono con la morte, tutte le commedie con un matrimonio.
È strano come a volte il ricordo della morte sopravviva molto più a lungo della vita che essa ha rubato.
La vita è uno strano regalo. All'inizio lo si sopravvaluta, questo regalo: si crede di aver ricevuto la vita eterna. Dopo lo si sottovaluta, lo si trova scadente, troppo corto, si sarebbe quasi pronto a gettarlo. Infine, ci si rende conto che non era un regalo, ma solo un prestito."
La morte non costituisce nulla per noi, dal momento che il godere e il soffrire sono entrambi nel sentire, e la morte altro non è che la sua assenza.
Mai come oggi gli uomini sono morti così silenziosamente e igienicamente e mai sono stati così soli.
Oltre all'attesa di quello che accadrà dopo la morte, mi inquietano altri due interrogativi antecedenti e senza risposte: quando e come moriro? E il quando è meno preoccupante del come.
La morte è senza mistero, come la vita. È una necessità: poiché è necessario vivere.
Per metà degli uomini la morte arriva prima di diventare creature razionali.
E se Dio avesse inventato la morte per farsi perdonare la vita?