Dimmi con chi dormi e ti dirò chi sogni.- Stanisław Jerzy Lec
Dimmi con chi dormi e ti dirò chi sogni.
Frequentare i nani deforma la spina dorsale.
In cima ad ogni vetta si è sull'orlo dell'abisso.
Si può seguire coerentemente uno scopo per tutta una vita, se quello si sposta di continuo.
Da quando si è messo in piedi sugli arti posteriori, l'uomo non sa più riacquistare l'equilibrio.
Si può chiudere un occhio sulla realtà, ma non sui ricordi.
E se ci chiudono la porta dei sogni, siamo già morti.
Dai sogni si ricavano molte cose. Ma dobbiamo anche ammettere che sono soltanto frammenti della nostra attività psichica notturna.
Nel sogno, il ricordo del contenuto ordinario della coscienza vigile e del suo comportamento normale è quasi interamente perduto.
Immagini del dì guaste e corrotte.
Il mio sogno è questo: si alza il sipario, ci sta la sedia e ci sto io.
C'è nei sogni, specialmente in quelli generosi, una qualità impulsiva e compromettente che spesso travolge anche coloro che vorrebbero mantenerli confinati nel limbo innocuo della più inerte fantasia.
Il sogno è incoerente, riunisce senza esitazione le più grosse contraddizioni, ammette cose impossibili, trascura le nostre cognizioni, così importanti durante il giorno, ci fa apparire eticamente e moralmente ottusi.
Ed io essendo povero ho solo i miei sogni e i miei sogni ho steso ai tuoi piedi. Cammina leggera perché stai camminando sui miei sogni.
L'unica maniera per realizzare i propri sogni è svegliarsi.
Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d'un sogno è racchiusa la nostra breve vita.