E se ci chiudono la porta dei sogni, siamo già morti.- Roberto Benigni
E se ci chiudono la porta dei sogni, siamo già morti.
O sei innamorato, o non lo sei. E' come la morte... o sei morto, o non lo sei: non è che uno è troppo morto! Non c'è troppo amore, l'amore è lì, non si può andare oltre un certo limite e quando ci arrivi, a questo limite, è per l'eternità.
Morire non mi piace per niente. È l'ultima cosa che farò.
Il cinema è composto da due cose: uno schermo e delle sedie. Il segreto sta nel riempirle entrambe.
Per essere felici deve bastare poco. Non deve essere cara la felicità! Se è cara non è di buona qualità.
Il mistero svelato è svilito.
L'esperienza del sogno si presenta come un fatto estraneo, inserito fra due periodi di vita che sono perfettamente contigui e si prolungano l'uno nell'altro.
Se il sogno muore, che ne sarà del sognatore? E se muore il sognatore, che ne sarà del sogno...?
Così come non esiste il grano senza paglia, non esistono sogni che non contengano sciocchezze.
Togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace!
Pretendere la felicità nella vita è un sogno. Vivere la vita camminando verso la felicità è un ideale.
Il sogno sono le rappresentazioni mentali.
L'unica maniera per dare al sogno una possibilità di realizzarsi è smettere di sognarlo.
Un brutto sogno può bastare a persuaderci di non essere - dopotutto - troppo sfortunati.
Chi sogna, e chi viene sognato, non sono svegli alla stessa misura.
Guai a sognare: il momento di coscienza che accompagna il risveglio è la sofferenza più acuta.