Morire non mi piace per niente. È l'ultima cosa che farò.- Roberto Benigni
Morire non mi piace per niente. È l'ultima cosa che farò.
Quelli che ci governavano prima erano cattivi, quelli di adesso sono scemi. Io preferisco i cattivi perché almeno ogni tanto si riposano.
E se ci chiudono la porta dei sogni, siamo già morti.
A me mi rovinano le donne. Troppo poche.
La furberia è una qualità italiana potente, però ci ha rovinato. Sarà meglio magari diventare scaltri: è una cosina un pochino più nobile.
Anche il Mostro di Firenze l'avrà detto "Buongiorno" a qualcuno qualche volta.
Arriviamo a comprendere fino in fondo gli esseri umani ai quali siamo uniti da un vincolo indissolubile soltanto nell'attimo della loro morte.
È tanta la stupidità, anzi la follia degli uomini, che alcuni sono spinti alla morte dal timore della morte.
La morte, se somiglia allo spegnersi di una luce non mi spaventa: tutt'al più mi scoccia. L'unica cosa che mi spaventa è il dolore.
In fondo morire non sarebbe niente. Quel che non sopporto é il non poter sapere come andrà a finire.
Essere ricordati dopo morti, è una povera ricompensa per essere trattati con disprezzo mentre stiamo vivendo.
La morte è l'assentarsi dell'eterno.
La morte è solo l'inizio del secondo tempo.
La vita fa l'analisi, la morte si incarica della sintesi.
La morte distrugge un uomo: l'idea della morte lo salva.
La morte ti viene incontro: la dovresti temere se potesse rimanere con te: ma necessariamente o non è ancora arrivata o passa oltre.