Un bravo comico deve sempre difendere il suo paese da chi lo governa.- Roberto Benigni
Un bravo comico deve sempre difendere il suo paese da chi lo governa.
Iniziare un nuovo cammino spaventa. Ma dopo ogni passo che percorriamo ci rendiamo conto di come era pericoloso rimanere fermi.
Perché non ho scritto La Divina Commedia? Perché non c'ho pensato.
A volte non sono tanto le idee che mi fanno paura, quanto la faccia di chi le esprime.
Chissà, forse se Freud invece di leggere Sofocle avesse letto Pinocchio, avrebbe inventato il complesso di Geppetto.
Un comico può durare soltanto fino a quando lui stesso o il suo pubblico non lo prendono sul serio.
Attraverso la comicità vediamo l'irrazionale in ciò che sembra razionale, il folle in ciò che sembra sensato, l'insignificante in ciò che sembra pieno di importanza.
La mia comicità non è mai stata astratta, gratuita. L'ho sempre ricalcata sulla realtà del momento.
Tutti i grandi comici, da sempre, si muovono e si comportano in maniera immatura, come bambini.
La comicità è la ricerca dello stato infantile virtuoso in cui la purezza, lo sporco, la volgarità e l'impudenza sono tutti fusi nella stessa innocenza, in cui accade la risata.
Il comico e la tragedia. Semplicemente due volti di un'unica faccia. L'essenza che ha generato il teatro e che, ancora oggi, ne rende possibile la sua aderenza al presente.
Non c'è niente di più comico dell'infelicità.
La comicità è arte genetica.
La comicità è la percezione dell'opposto, del diverso; l'umorismo ne è il sentimento.