Alla morte pensaci, per non temerla mai.- Lucio Anneo Seneca
Alla morte pensaci, per non temerla mai.
La memoria rinnova l'angoscia della paura, il prevedere il futuro ce l'anticipa; nessuno è infelice solo per il presente.
La morte pareggia tutto.
Non scopriremo mai niente, se ci accontentiamo delle scoperte già fatte.
I desideri naturali hanno limiti ben definiti, quelli nati da una falsa opinione non ne hanno: il falso non ha confini.
È cosa iniqua non stendere la mano verso chi è caduto.
Ecco il nostro errore: vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata.
La morte stessa non è, per chi vi rifletta, cosa così seria come il matrimonio.
Non c'è spazio per la Morte.
Non è che ho paura di morire. È che non vorrei essere lì quando succede.
Semplicemente per confortare chi prova spavento della morte, Gesù ha esternato la propria paura, perché ognuno sapesse che tale paura non lo induce in peccato, purché egli tenga duro.
Rifiutarsi di amare per paura di soffrire è come rifiutarsi di vivere per paura di morire.
È l'ignoto che temiamo, quando guardiamo la morte e il buio, nient'altro.
La morte è scrutata solo da occhi viventi.
Temere la morte è più doloroso di morire.
Gli uomini temono la morte come i bambini temono il buio; e come quella paura naturale nei bambini è accresciuta da fole e racconti, così è dell'altra.