Perché la morte è un infinito atto d'amore.- Alberto Quintero Álvarez
Perché la morte è un infinito atto d'amore.
Tutti i momenti possiamo morire ma, in ogni caso, non prima di domani.
È l'inerte che prevale nell'universo e non ciò che vive. Morire è passare dalla parte del più forte.
La statistica ci segnala che possiamo contare in tutto su un venticinquemila giorni; qualche migliaio in più per qualcuno. Ma dopo non ce ne saranno altri. Per nessuno. Sì: anche per me che scrivo, anche per te che leggi sarà subito sera.
La morte non ha sempre le orecchie aperte ai voti e alle preghiere dei singoli eredi; e si ha il tempo di fare i denti lunghi, quando, per vivere, s'aspetta la morte di qualcuno.
La morte non è un evento estremo e conclusivo, è un elemento della vita con il quale noi tutti coabitiamo.
La morte, il più atroce di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi.
Il modo migliore di pensare ai morti è pensare ai vivi.
Al destino di morte non scampa nessuno che nasce.
Ad un certo punto della vita non è la speranza l'ultima a morire, ma il morire è l'ultima speranza.
Morire è facile, prima o poi ci riescono tutti.