Il primo requisito per l'immortalità è la morte.- Stanislaw J. Lec
Il primo requisito per l'immortalità è la morte.
Il gambero arrossisce dopo la morte. Che finezza esemplare, in una vittima!
Chissà che cosa avrebbe scoperto Colombo se l'America non gli avesse sbarrato la strada.
Il dialogo di due deficienti è uguale al monologo di due semideficienti.
Poveretto è chi non vede le stelle senza una botta in testa.
Si può seguire coerentemente uno scopo per tutta la vita, se quello si sposta di continuo.
Ci sono delle stelle morte che splendono ancora perché il loro bagliore è catturato dalla trappola del tempo.
Su tutte le tombe dovrebbe essere scritto: non piangetemi perchè sono morto, ma perchè avei voluto dirvi una cosa, una sola, e non ho trovato il modo.
Le statistiche indicano la percentuale di nati morti. Trascurano la percentuale di morti vivi.
Al mondo di sicuro ci sono solo la morte e le tasse.
Dicono che la morte è un mistero, ma il fatto di essere esistito è un mistero maggiore, apparentemente è banale, e invece è così misterioso.
Mai come oggi gli uomini sono morti così silenziosamente e igienicamente e mai sono stati così soli.
La morte non è la più grande perdita nella vita. La più grande perdita è ciò che muore dentro di noi mentre stiamo vivendo.
Il segreto credo che sia non pensare la morte è la fine, ma pensarla piuttosto come un modo molto efficace di ridurre le vostre spese.
La morte, il più atroce di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi.
La morte come desiderio si trova davvero ovunque, e non è necessario scavare molto nell'uomo per trarla alla luce.