Il primo requisito per l'immortalità è la morte.- Stanislaw J. Lec
Il primo requisito per l'immortalità è la morte.
All'inferno il diavolo è un eroe positivo.
Chi è affamato di gloria divora anche l'uomo che è in lui.
Il momento in cui si riconosce la mancanza di talento è un lampo di genio.
Il gallo canta persino la mattina in cui finisce in pentola.
Non siate crudeli: non raddolcite la vita ai masochisti!
Gli uomini dell'occidente vivono come se non dovessero non morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.
Ciò che principalmente ti affligge nella morte altrui è la rinnovata visione della certezza della tua.
Si vive solo due volte: una volta quando si nasce e una volta quando si guarda la morte in faccia.
Non si può scegliere il modo di morire. E nemmeno il giorno. Si può soltanto decidere come vivere. Ora.
Il richiamo della morte è anche un richiamo d'amore. La morte è dolce se le facciamo buon viso, se la accettiamo come una delle grandi, eterne forme dell'amore e della trasformazione.
Bisogna salvarsi per poter morire, perché la morte non sopraggiunga senza coscienza, ma chiara, precisa, limpida.
Ero morto da milioni di anni prima di nascere e questo fatto non mi ha mai minimamente infastidito.
Il primo sintomo della morte é la nascita.
Guardando un cadavere, la morte mi sembra una partenza. Il cadavere mi dà l'impressione di un vestito smesso. Qualcuno se n'è andato e non ha avuto bisogno di portare con sé quell'unico vestito che indossava.
Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre.