Il primo requisito per l'immortalità è la morte.- Stanislaw J. Lec
Il primo requisito per l'immortalità è la morte.
Quando non tira vento anche il galletto in cima al campanile manifesta del carattere.
È di un'ignoranza enciclopedica.
La rabbia impotente fa miracoli.
Si può seguire coerentemente uno scopo per tutta la vita, se quello si sposta di continuo.
Il dialogo di due deficienti è uguale al monologo di due semideficienti.
La morte che tanto temiamo e rifiutiamo interrompe la vita, non la elimina.
Bisogna avere almeno una certezza: quella di rimanere padrone della propria morte e di essere in grado di scegliere l'ora e i mezzi.
Si muore talmente meglio quando si crede a qualcosa. Si muore talmente di meno.
La morte non è un evento estremo e conclusivo, è un elemento della vita con il quale noi tutti coabitiamo.
È ridicolo correre verso la morte per stanchezza della vita, quando è il tuo sistema di vita che ti fa correre incontro alla morte.
Nessuno è così favorito da non avere accanto a se, al momento della morte, qualcuno che gioisca del triste evento.
Morire prima di aver paura di morire può essere un dono.
Ci vuole indubbiamente più coraggio ad affrontare la vita che ad affrontare la morte.
Il gambero arrossisce dopo la morte. Che finezza esemplare, in una vittima!
Un bel morir tutta la vita honora.