Ciò che principalmente ti affligge nella morte altrui è la rinnovata visione della certezza della tua.- Giuseppe Rensi
Ciò che principalmente ti affligge nella morte altrui è la rinnovata visione della certezza della tua.
Viviamo sotto strati di dolore, uno soggiacente all'altro e che per la presenza di quest'altro non viene percepito, ma che è pronto a far sentire la sua punta non appena quest'altro scompare.
La sincerità è la più raffinata ipocrisia. Per poter efficacemente far credere una cosa bisogna che cominciamo a crederla noi. Il persuadercene sinceramente è una ruse della natura o della ragione o dell'istinto, che serve a crearci un'arma poderosa per far trionfare le nostre affermazioni.
Come, adunque, esistono le morali, ma non la morale, così esistono le giustizie, ma non la giustizia. E ciò vuol dire che, come la morale, così la giustizia non c'è.
Dio e il Nulla sono sinonimi.
Che zitella divento, se mi manca il coraggio di amare la morte!
Il primo sintomo della morte é la nascita.
Al destino di morte non scampa nessuno che nasce.
Morire è facile, prima o poi ci riescono tutti.
Quando abbiamo imparato a vivere, moriamo.
Tutte le tragedie finiscono con la morte, tutte le commedie con un matrimonio.
La morte è l'assoluto, è un mistero. Non bisogna averne paura, perché già il non sapere cosa succede dopo di lei è eccitante.
Non possiamo ingannare la morte ma possiamo farle fare così tanta fatica che quando arriverà a prenderci saprà di avere ottenuto una vittoria altrettanto perfetta della nostra.
Moriamo peggiori di quando siamo nati. La colpa è nostra, non della natura.
Se la morte è il fine necessario della vita, tutta la saggezza consiste nell'affrettarne il conseguimento.