Ciò che principalmente ti affligge nella morte altrui è la rinnovata visione della certezza della tua.- Giuseppe Rensi
Ciò che principalmente ti affligge nella morte altrui è la rinnovata visione della certezza della tua.
O Dio è limitato, circoscritto, conforme alle condizioni formali dall'esperienza, oggetto fra oggetti, e non è più Dio. O è l'infinito e allora cade fuori dall'Essere, è non Essere. O Essere e non-Dio, o Dio e non-Essere.
Dio e il Nulla sono sinonimi.
Come, adunque, esistono le morali, ma non la morale, così esistono le giustizie, ma non la giustizia. E ciò vuol dire che, come la morale, così la giustizia non c'è.
Viviamo sotto strati di dolore, uno soggiacente all'altro e che per la presenza di quest'altro non viene percepito, ma che è pronto a far sentire la sua punta non appena quest'altro scompare.
Solo da morti, scrittore e asino, trovano la loro glorificazione.
Un artista ha la morte sempre con sé, come un bravo prete il suo breviario.
Credo sia una reazione sana, il riaffermarsi della vita, del piacere e dell'amore dopo aver percorso per molto tempo i territori della morte.
Non ci si prepara alla morte. Ci si distacca dalla vita.
La consapevolezza della morte ci incoraggia a vivere.
Morrai non perché sei malato, ma perché vivi.
Ognuno deve morire, è vero, ma io ho sempre pensato che sarebbe stata fatta un'eccezione nel mio caso. E ora, che succede?
Sposi della vita, amanti della morte.
La morte significava ben poco per me. Era l'ultimo scherzo in una serie di pessimi scherzi.
Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere e, quel che forse sembrerà più strano, ci vuole tutta la vita per imparare a morire.