Chi è affamato di gloria divora anche l'uomo che è in lui.- Stanislaw J. Lec
Chi è affamato di gloria divora anche l'uomo che è in lui.
Se si potesse scontare la morte dormendola a rate!
Nella storia contano anche i fatti non avvenuti.
Il dialogo di due deficienti è uguale al monologo di due semideficienti.
È di un'ignoranza enciclopedica.
Non c'è gloria o voglia che si possa bere oppure masticare né pietra di mulino a vento che quel sasso al cuore possa frantumare.
Il valore della nazionale non si confronta con il denaro, si confronta con la gloria.
La gloria, regal femmina, vuol sedurre e non esser sedotta.
Il tempo non si ferma ad ammirare la gloria: se ne serve e passa oltre.
Una forma invidiabile di gloria, forse tra le più belle: legare il proprio nome al crollo di una religione.
Poiché l'uomo è ragionevole deve bere; stato divino dell'esistenza è l'ebbrezza, nella gloria, nell'uva, nell'amore e nell'oro affonda la speranza di uomini e nazioni.
Solo la gloria di chi ha vissuto con onore cresce con il trascorrere degli anni.
La gloria non può fare la gioia di chi l'ha usurpata, non meritata.
Quale rivale dovete combattere? Un marito! Non vi sentite umiliato di fronte a questa sola parola? Che vergogna se fallite! e quanta poca gloria nel successo!
La gloria è simile a un cerchio nell'acqua che va sempre allargandosi, sin quando per il suo stesso ingrandirsi si risolve nel nulla.