La gloria non è più che un genere coloniale.- Jules Renard
La gloria non è più che un genere coloniale.
Non siamo capaci di capire meglio la vita a quaranta anni che a venti, ma almeno lo sappiamo e lo ammettiamo.
Quante persone hanno voluto suicidarsi e si sono contentate di strappare la propria fotografia.
Se da una discussione potesse venir fuori la minima verità, si discuterebbe meno. Niente di più deprimente dell'intendersi: non si ha più nulla da dirsi.
Non essere mai soddisfatti: l'arte è tutta qui.
Per aver successo bisogna aggiungere acqua al proprio vino, finché non c'è più vino.
Oh vana gloria de l'umane posse! com' poco verde in su la cima dura, se non è giunta da l'etati grosse! [...] Non è il mondan romore altro ch'un fiato di vento, ch'or vien quinci e or vien quindi, e muta nome perché muta lato.
Quando la riconoscenza di un gran numero per uno solo perde ogni pudore, allora nasce la gloria.
Perseveranza: una virtù inferiore mediante la quale la mediocrità consegue un successo inglorioso.
Custodire la propria gloria è difficil cosa.
Non è coraggio senza pazienza, non è gioia senza fatica, non è forza senza dolcezza, senza umiltà non è gloria.
Sono stati sempre poeti, uomini innamorati della gloria, a cantarne la vanità.
Finché l'umanità continuerà a concedere gli applausi più spontanei ai suoi distruttori invece che ai suoi benefattori, la sete di gloria militare sarà sempre il vizio dei personaggi più esaltati.
La gloria è l'ombra della virtù: la seguirà anche contro il suo volere.
Ci sono sconfitte più gloriose che vittorie.
Ricchezze, gloria, potenza non sono che fumo e vanità.