Quante persone hanno voluto suicidarsi e si sono contentate di strappare la propria fotografia.- Jules Renard
Quante persone hanno voluto suicidarsi e si sono contentate di strappare la propria fotografia.
Amici. Ci si vede troppo, ci si vede meno, non ci si vede più.
La gloria non è più che un genere coloniale.
La nostra intelligenza è una candela in pieno vento.
Si ama eternamente tutto ciò che non si può avere.
Una cosa più spiacevole dell'arrivismo è l'esibizione della modestia.
Il suicidio dimostra che ci sono nella vita mali più grandi della morte.
Nessuno si uccide. La morte è destino. Non si può che augurarsela, Ippòloco.
Non si può chiedere a nessuno il suicidio come forma di protagonismo politico.
È un suicidio vivere all'estero. Ma come sarebbe essere a casa? Un persistente disfacimento.
Il solo crimine perfetto è il suicidio. Perché è unico e senza appello, al contrario dell'omicidio che deve ripetersi senza fine. Poiché realizza la confusione ideale tra il carnefice e la vittima.
E in vero, colui che si uccide da se stesso, non ha cura né pensiero alcuno degli altri; non cerca se non la utilità propria; si gitta, per così dire, dietro alle spalle i suoi prossimi e tutto il genere umano.
L'istinto di autoconservazione è a volte la molla del suicidio.
Il pensiero del suicidio è un energico mezzo di conforto: con esso si arriva a capo di molte cattive notti.
Uno dei mali provocati dall'allungamento artificiale della vita è che molti, vogliosi di mettere fine ai loro giorni, sono costretti a rimandare l'atto liberatore perché i loro vecchi, a cui non possono infliggere il dolore del proprio suicidio, sono ancora vivi.
L'uomo che pone fine ai suoi giorni mostra meno il vigore della sua anima che il fallimento della sua natura.