Il suicidio dimostra che ci sono nella vita mali più grandi della morte.- Francesco Orestano
Il suicidio dimostra che ci sono nella vita mali più grandi della morte.
Il suicida è uno che, anziché cessar di vivere, sopprime solo la manifestazione di questa volontà: egli non ha rinunciato alla volontà di vita, ma solo alla vita.
L'uomo ha inventato Dio soltanto per non uccidersi.
Quante persone hanno voluto suicidarsi e si sono contentate di strappare la propria fotografia.
D'animo molto meschino è colui che ha molte ragioni fondate per mettere fine alla sua vita.
Ai nostri tempi il suicidio è un modo di sparire, viene commesso timidamente, silenziosamente, schiacciatamente. Non è più un agire, è un patire.
Il suicidio è la forma più sincera di autocritica.
Il suicidio varia in ragione inversa al grado di integrazione dei gruppi sociali di cui fa parte l'individuo.
Gli uomini pratici non fanno ciò che Jeff e Kirsten hanno fatto; gli uomini pratici lottano contro questa spinta perché è una spinta romantica, una debolezza. È passività appresa; è resa appresa.
Non ci si uccide per amore di una donna. Ci si uccide perché un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, amore, disillusione, destino, morte.
Non importa morire presto o tardi, ma morire bene o male; morire bene significa sfuggire al pericolo di vivere male.